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Blog di protesta contro il sistema partitico che sta rovinando la Liguria, blog contro i dilettanti della politica che infestano la nostra Regione...

domenica 13 marzo 2011

Quanti punti deboli nelle centrali nucleari!


Erasmo Venosi, fisico nucleare
L'ANALISI. Blocco dei reattori, incendi e sistemi informatici di controllo non perfetti. Ecco come, in caso di forte terremoto o inondazione, questi impianti diventano vulnerabili

L'acuirsi dei terremoti nel mondo, congiuntamente a quella che è definita una “guerra informatica”, getta un’ulteriore fosca ombra sul nucleare nel mondo e in Italia. Negli ultimi 2500 anni ci sono stati nel nostro Paese 2500 sismi di cui 560 tra l’ottavo e l’undicesimo grado della scala Mercalli. Anche nella tranquilla pianura padana, sismicamente parlando, Il Petrarca in una lettera del 1348 ricorda del terremoto che fu percepito nella sua casa dei Colli Euganei. Era il terremoto che devastò l’area tra Carinzia e Alto Veneto e classificato (successivamente) come di IX grado e che fece 40mila morti. Nel medioevo gravi terremoti hanno colpito Brescia, Verona e Vicenza. Il rischio nucleare dipende da due parametri: la probabilità che un evento accada e l’intensità degli effetti che produce. Ora la probabilità di un incidente cresce con il numero dei reattori nucleari installati ed è pari a 1 ogni 10mila anni di funzionamento (Massachusetts Institute Technology nello studio interdisciplinare The Future of Nuclear Power: an Interdisciplinary Study). La gravità degli effetti dipende dal grado di antropizzazione del territorio dove avviene. I primi 4 reattori italiani saranno del tipo EPR dove la “risposta” sismica è ottenuta con l’intera struttura nucleare collocata su di un’isola di calcestruzzo rinforzato. Il reattore, i componenti del circuito primario e i sistemi necessari per il corretto funzionamento sono tutti all’interno dell’edificio-reattore. Però un incidente grave a seguito di perdita di refrigerazione, con la conseguente fusione del combustibile nucleare con dispersione in acqua o atmosfera, è possibile. Perdita di raffreddamento che potrebbe essere causata dal refrigerante per problemi nel circuito elettrico di comando. Potrebbe essere messo fuori gioco da un terremoto, da un’inondazione, da un atto di sabotaggio, da un errore umano. Il 16 luglio 2007 un sisma di 6,7 Richter in Giappone coinvolse la più grande centrale del mondo la Kashiwazaki-Kariwa. Le autorità giapponesi hanno chiuso l’impianto a tempo indeterminato. Nell’ipotesi di un incidente nucleare grave dovuto a sismi o attentati che possono anche essere attuati “attaccando” i sistemi di monitoraggio e controllo, attraverso complessi malware (software nocivo). I sistemi informatici dei reattori nucleari iraniani s’ipotizzano siano stati attaccati da una serie di malware denominati “Stuxnet”. In un Paese antropizzato come l’Italia, un incidente nucleare grave e applicando il livello ritenuto di cautela per Chernobyl (20 millisievert) sarebbero costretti ad evacuazione milioni di cittadini. A Chernobyl furono trasferiti, per 15 mesi in un raggio di 30 km e per 5 mesi in un raggio di 70 km. La densità del territorio di Chernobyl è enormemente inferiore a quella media italiana e incomparabile con quella della pianura padana.




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La rivoluzione digitale ha come punto di partenza il computer che non è solo principalmente uno strumento per rappresentare in forma statica i dati, ma diventa uno strumento potentissimo per lavorare sull'informazione. La convergenza al digitale (trasformazione dell'informazione in formato digitale) è il fulcro della rivoluzione digitale con cui le informazioni di tipo diverso vengono scritte attraverso lo stesso linguaggio di base (il linguaggio dei bit) e gestite attraverso lo stesso strumento (il computer). La convergenza al digitale (intesa come il progressivo trasferimento verso il formato digitale di tipologie diverse di informazione tradizionalmente collegate a media diversi) rende possibile una integrazione strettissima e totalmente inedita fra codici e linguaggi estremamente lontani tra loro. Questo processo non è da considerare come il frutto automatico di un mero progresso tecnologico; dal momento che esso coinvolge direttamente i modi di rappresentare, scambiare e organizzare l'informazione, la rivoluzione digitale non va intesa come una semplice riformulazione in un linguaggio nuovo di una realtà preesistente: ha forme nuove rese possibili dalla tecnologia, ma è frutto di scelte che non sono né unicamente né principalmente tecnologiche.

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Ed Wood è un cinico che non crede più a niente se non al suo lavoro e a qualche persona. Giovanissimo inizia a fare politica e ha peregrinato in vari movimenti in cerca di risposte.Un'esperienza politica traumatica in un movimento di dilettanti lo ha fatti riflettere sul futuro della politica e della sua terra ed è per questo che ha deciso di intraprendere la protesa diigitale in quanto internet, a differenza di televisione, radio e giornali, è veramente libero. Non ci potranno mai imbavagliare!!!

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