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La Rivoluzione Digitale

Blog di protesta contro il sistema partitico che sta rovinando la Liguria, blog contro i dilettanti della politica che infestano la nostra Regione...

mercoledì 23 marzo 2011

“Finanziamento del deficit” ed inflazione

Questo scritto lo ritengo molto prezioso ed una cartina tornasole per coloro che vogliono andare a fondo delle meccaniche dell’inflazione. E soprattutto per capire come è nato il mito de “il governo vi renderà tutti ricchi col finanziamento del deficit”.
Questo articolo è un’estratto da Ludwig von Mises on Money and Inflation: A Synthesis of Several Lectures, redatto da Bettina Bien Greaves. Questa lettura è stata data al Foundation for Economic Education (FEE)



di Ludwig von Mises & Bettina Bien Greaves
Presumo che voi sappiate come il sistema bancario si sia sviluppato e come le banche hanno potuto migliorare i servizi con l’oro, trasferendo asset da un’individuo ad un altro nei libri delle banche. Quando si studia lo sviluppo della storia del denaro si scoprirà che ci furono paesi in cui c’erano sistemi dove tutti i pagamenti erano fatti con transazioni nei libri della banca, o di diverse banche. Gli individui aprivano un conto in queste banche pagando oro. C’è una quantità d’oro limitata, così i pagamenti che erano fatti sono limitati. Ed era possibile trasferire oro da un conto di un uomo al conto di un altro. …
Ma poi il governo ha iniziato qualcosa che posso solo descrivere con parole generiche. Il governo ha iniziato ad emettere carta, che doveva ricoprire il ruolo, o svolgere il servizio, del denaro. Quando le persone compravano qualcosa si aspettavano di ricevere dalla loro banca una certa quantità d’oro per pagare con esso. Ma il governo chiese, Qual’è la differenza se le persone davvero prendono oro o se prendono un titolo dalla banca che consegna loro il diritto di richiedere oro? Sembrerà lo stesso per loro.
Così il governo emetteva cartamoneta, o dava alla banca il privilegio di emettere cartamoneta, che dava al ricevente il diritto di richiedere oro. Ciò portava ad un’aumento nel numero di banconote di carta che davano al portatore il diritto di richiedere oro.
Non tanto tempo fa il nostro governo proclamò un nuovo metodo per rendere tutti ricchi: un metodo chiamato “finanziamento del deficit”. Questa è una parola meravigliosa. Sapete, i termini tecnici hanno la cattiva abitudine di non essere capiti dalle persone.
Il governo ed i giornalisti che scrivevano per il governo ci hanno raccontato di questo “finanziamento del deficit”. E’ stato meraviglioso! Era considerato qualcosa che avrebbe migliorato le condizioni nell’intero paese. Ma se si traducesse ciò in parole più comuni, col linguaggio dell’ignorante, allora si direbbe “stampare moneta”. Il governo dice che ciò è solo causa di una mancanza d’istruzione; se si avesse un’istruzione non si direbbe “stampare denaro”; si direbbe invece “finanziamento del deficit” oppure “spesa a deficit”.
Che significa questo? Deficit! Ciò vuol dire che il governo spende più di quello che raccoglie dalle tasse e dai prestiti delle persone; vuol dire che il governo spende per tutte quelle cose per cui il governo vuole spendere. Ciò vuol dire inflazione, spingere più denaro sul mercato; non importa per quale fine. E ciò vuol dire ridurre il potere d’acquisto di ogni unità monetaria. Invece di raccogliere denaro che il governo vorrebbe spendere, il governo fabbricherebbe il denaro. Stampare denaro è la cosa più facile. Ogni governo è abbastanza intelligente per farlo.
Se il governo vuole sborsare più denaro rispetto a prima, se vuole comprare più merci per qualche scopo o aumentare i salari degli impiegati di governo, nessuna altra strada gli è aperta in condizioni normali se non quella di raccogliere più tasse ed usare questo incremento di entrate per pagare, per esempio, salari più alti ai suoi impiegati. Il fatto che le persone debbano pagare tasse più alte cosicché il governo possa pagare salari più alti ai suoi impiegati vuol dire che i singoli contribuenti sono forzati a restringere le loro spese.
Questo restringimento di acquisti da parte dei contribuenti annulla l’espansione di acquisti da parte di quelli che ricevono il denaro raccolto dal governo. Così questa semplice contrazione della spesa da parte di qualcuno, in questo caso dai contribuenti ai quali viene preso il denaro per darlo ad altri, non causa un cambiamento generale nei prezzi.
La questione è che l’individuo non può fare nulla nella macchina inflazionaria e nel relativo meccanismo di funzionamento. Ciò è fatto dal governo. Il governo “controlla” l’inflazione. E se il governo si lamenta del fatto che i prezzi stanno salendo e nomina commissioni di uomini acculturati per combattere contro l’inflazione, noi dovremmo soltanto dire “Nessun’altro che tu, governo, causa l’inflazione, lo sai”.
Dall’altra parte, se il governo non aumenta le tasse, non incrementa le sue normali entrate, ma stampa una quantità di denaro addizionale e lo distribuisce agli impiegati di governo, compratori addizionali appaiono sul mercato. Il numero di compratori è aumentato come risultato, mentre la quantità di beni offerti per la vendita riamane la stessa. I prezzi necessariamente vanno su, perchè ci sono più persone con più denaro che richiedono merci che non sono aumentate nell’offerta.
Il governo non parla di incremento nella quantità di denaro come “inflazione”: chiama “inflazione” il fatto che i prezzi delle merci sono aumentati. Il governo poi chiede, Chi è il responsabile per questa “inflazione”, cioè, per i prezzi più alti? La risposta — “cattive” persone; potrebbero non sapere il perchè i prezzi stanno salendo, ma ciò nonostante stanno mentendo chiedendo la ragione dei prezzi alti.
La miglior prova che l’inflazione, l’aumento nella quantità di denaro, è molto negativa è il fatto che coloro che stanno facendo l’inflazione negano sempre, con il più grande fervore, che sono responsabili. “Inflazione?” essi chiedono. “Oh! Questo è quello che voi state facendo, perchè voi state chiedendo per i prezzi più alti. Noi non sappiamo perchè i prezzi stanno salendo. Ci sono persone cattive che stanno facendo salire i prezzi. Ma non il governo!”.
Ed il governo dice: “Prezzi più alti? Guardate queste persone, questa corporazione, quest’uomo cattivo, il presidente di questa corporazione…” Anche se il governo incolpasse i sindacati — non voglio parlare dei sindacati — dovremmo riconoscere che i sindacati non possono aumentare la quantità di denaro. E, di conseguenza, tutte le attività dei sindacati sono entro la struttura che è costruita dal governo nell’influenzare la quantità di denaro.
La situazione, la situazione politica, la discussione del problema dell’inflazione, sarebbe molto diversa se le persone che stanno creando l’inflazione, il governo, dicessero apertamente: “Si, lo stiamo facendo. Stiamo creando inflazione. Sfortunatamente dobbiamo spendere di più rispetto a quello per cui le persone sono preparate a pagare in tasse”. Ma non dicono ciò. Non dicono nemmeno a nessuno che: “Abbiamo aumentato la quantità di denaro. Stiamo aumentando la quantità di denaro perchè stiamo spendendo sempre di più rispetto a quello che voi ci pagate”. E questo ci porta ad un problema che è puramente politico:
Coloro nelle cui tasche va il denaro aggiuntivo approfitta prima della situazione, mentre gli altri sono costretti a restringere le loro spese. Il governo non ammette ciò; non dice: “Abbiamo aumentato la quantità di denaro e, perciò, i prezzi stanno salendo”. Il governo inizia a dire: “I prezzi stanno salendo. Perchè? Perchè le persone sono cattive. E’ dovere del governo impedire alle persone cattive di causare questo movimento al rialzo dei prezzi, questa inflazione. Chi lo può fare? Il governo!”.
Poi il governo dice: “Impediremo lo sciacallaggio e tutte queste cose. Queste persone, gli approfittatori, sono quelli che stanno creando inflazione; loro stanno chiedendo prezzi più alti”. Ed il governo elabora “linee guida” per quelli che non desiderano essere nel torto con il governo. Poi aggiunge che ciò è colpa delle “pressioni inflazionistiche”. Hanno inventato molti altri termini di cui non ricordo il nome, termini sciocchi, per descrivere questa situazione — “inflazione spinta dai costi”, “pressioni inflazionistiche”, e così via. Nessuno sa cosa sia una “pressione inflazionistica”; non è mai stata definita.[1] Ciò che è chiaro, è cosa l’inflazione sia.
L’inflazione è un’aggiunta considerevole alla quantità di denaro in circolazione… E questo sistema può funzionare per qualche tempo, ma solo se c’è un qualche potere che restringe il desiderio del governo di espandere la quantità di denaro e sia abbastanza potente da avere successo al riguardo. I mali che sono ammessi dal governo, dai suoi aiutanti, dalle sue commissioni, ecc., sono connessi con questa inflazione, ma non nel modo in cui sono presentati.
Ciò mostra che l’intenzione dei governi… è di nascondere la causa reale di ciò che accade. Se vogliamo avere una moneta che sia accettabile sul mercato come mezzo di scambio, deve essere qualcosa che non può essere aumentato con un profitto da nessuno, sia dal governo che dai cittadini. I peggiori fallimenti della moneta, le peggiori cose fatte alla moneta, non sono state fatte da criminali ma dai governi, che molto spesso dovrebbero essere considerati, in linea di massima, ignotantoni ma non criminali.



tradotto da Johnny’s Cloaca
link originale: http://johnnycloaca.blogspot.com/2010/11/finanziamento-del-deficit-ed-inflazione.html

per gentile concessione di : http://riechoblog.wordpress.com/

martedì 22 marzo 2011

La nube radioattiva arriva in Europa

Fukushima_nube_radioattiva.jpg
Una modica quantità di radiazioni è attesa sull'Europa questa settimana. Cosa succederà in futuro se i reattori di Fukushima non saranno messi sotto controllo?
"Secondo il modello di previsione di meteo-France, consultabile sul sito del'Institut de radioprotéction et de surté nucleaire (un ente pubblico), mercoledì 23 la nube radioattiva coprirà la Francia, il giorno successivo sarà la volta dell'Italia. La concentazione attesa dovrebbe essere dell'ordine di 0,001 Bq / m 3 in Francia e sul resto dell'emisfero settentrionale. Per un confronto dei valori misurati nei giorni successivi alla catastrofe di Chernobyl, si tenga conto che in quel caso i valori superavano i 100 000 Bq / m3 nei primi km in prossimità del reattorte e si attestarono in un range compreso tra i 100 e 1.000 Bq / m3 nei Paesi più colpiti dal plume radioattivo (Ucraina, Bielorussia). In Francia, i valori ​​misurati sul versante est erano compresi tra 1 e 10 Bq/m3 (1° maggio 1986). Oggi una attività molto bassa di cesio-137 residuo presente nell'aria, dopo quell'incidente, si attesta su valori di 0.000001 Bq/m3". da Peacelink, segnalazione di anib roma

http://www.beppegrillo.it/2011/03/la_nube_radioattiva_arriva_in_europa.html

Bombe sul bunker di Gheddafi Berlusconi: addolorato per lui

Tripoli - Altri tre attacchi notturni su Tripoli, dopo quello di domenica sera che ha centrato il bunker di Muammar Gheddafi. E missili e bombe su Sabah, nel centro del Paese, e su Sirte, la città natale del Colonnello dove, secondo, il governo vi sono stati «molti morti».
Da Londra a Washington assicurano di non volere dare la caccia al leader libico, ma fatto sta che nella giornata di ieri tre delle sue roccaforti sono state pesantemente colpite. Il Colonnello ha risposto schierando i suoi “scudi umani” e martellando Misurata, 200 chilometri a est della Capitale, che secondo un portavoce governativo sarebbe tornata sotto il controllo dei lealisti. Gli insorti sostengono che la terza città del Paese ha subìto un vero e proprio «massacro», con almeno 40 morti. In nottata, inoltre, c’e stato un attacco anche a centri radar e basi per la difesa aerea situate nella Libia orientale, non lontano da Bengasi.

È in una giornata di fortissime tensioni diplomatiche tra gli alleati, che bombe e missili sono piovuti su installazioni strategiche del Rais. Il Day 3 dell’operazione Odyssey Dawn ha visto impegnati, per il secondo giorno consecutivo, anche caccia italiani, anche se il nostro primo ministro, Silvio Berlusconi, ha assicurato che i Tornado «non hanno sparato e non spareranno» (in fondo alla pagina, il link per leggere il dettaglio delle sue parole).
I primi a riprendere i raid sono stati i francesi. E poco prima delle 14 di ieri sono decollati anche tre Tornado italiani dalla base di Trapani, mentre uno dei piloti che hanno sorvolato ieri sera la Libia, Nicola Scolari, ha detto che la missione è stata «solo di pattugliamento nei dintorni di Bengasi, senza lanciare missili contro i radar». In serata, i raid si sono concentrati nuovamente su Tripoli. Si sono udite forti esplosioni vicino al bunker del Colonnello, seguite dai colpi della contraerea. Il portavoce del governo ha poi dato notizia di attacchi anche contro Sirte e Sabah.
Secondo l’ammiraglio americano Mike Mullen, capo degli Stati maggiori unificati, la prima ondata di attacchi ha permesso di imporre la “no-fly zone” sulla Libia. E adesso si passa alla seconda fase, quella che prevede l’attacco ai rifornimenti per le truppe di Gheddafi. Il rais reagisce usando “scudi umani” per difendere obiettivi strategici. La televisione libica ha affermato che migliaia di sostenitori si sono ammassati attorno alla caserma di Bab Al Azizia, il bunker del Colonnello nella Capitale. Una fonte della ribellione ha detto che i miliziani hanno portato civili anche a Misurata, dai paesi vicini. Fonti mediche e della rivolta a Misurata hanno detto che le milizie di Gheddafi hanno aperto il fuoco sulla folla, uccidendo 40 persone: «Hanno compiuto un massacro, sparavano anche con armi pesanti», ha detto al telefono un abitante di nome Saadoun. Pesanti bombardamenti sono segnalati anche da abitanti della città orientale di Zenten, difesa strenuamente dai ribelli.
Il governo libico, intanto, ha smentito le voci sulla presunta morte di Khamis Gheddafi, il figlio “militare” del Colonnello: secondo il sito dell’opposizione libica Manara, Khamis sarebbe morto per le ferite riportate nei giorni scorsi, quando un pilota dell’aeronautica libica passato con l’opposizione avrebbe aperto il fuoco contro di lui nei pressi della caserma di Bab al Azizia; Khamis, che ha studiato nelle accademie militari russe, è a capo della 32esima Brigata (conosciuta in Libia come “Brigata Khamis”), di stanza vicino a Bengasi e considerata dagli insorti la più agguerrita e spietata. Il sesto figlio del Colonnello ha i gradi di capitano ed è responsabile del reclutamento e dell’addestramento dei mercenari africani.
Sul fronte politico, invece, è esplosa la polemica sul comando delle operazioni. Italia, Gran Bretagna e Belgio chiedono che il comando passi alla Nato, ma gli Usa e, soprattutto, la Francia, rientrata solo da due anni nel comando nell’Alleanza atlantica, sono contrari. Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha detto che senza «l’ombrello» della Nato l’Italia potrebbe decidere di «riprendere il controllo delle basi» messe a disposizione della coalizione. Frattini ha insistito sulla necessità di passare a un coordinamento Nato per «evitare i rischi di una moltiplicazione dei centri di comando».
In serata, da Santiago del Cile, dove si trova in visita ufficiale, Barack Obama ha annunciato che il ruolo degli Usa sarà meno preminente e che «la Nato verrà coinvolta nel coordinamento» al momento opportuno. Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, ha sostenuto che la presenza della Nato rischierebbe di suscitare reazioni negative in molti Paesi arabi. Alle resistenze francesi sulla catena di comando si sono aggiunte anche le perplessità della Turchia e della Lega Araba sui piani militari per imporre la “no-fly zone”.
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunito ieri a porte chiuse, ha intanto deciso di non dare seguito alla richiesta libica di discutere della «aggressione» di cui si ritiene vittima: i 15 torneranno a riunirsi giovedì, quando il segretario generale, Ban Ki-Moon, farà il punto della situazione a una settimana dal «sì» alla risoluzione che ha messo in moto l’operazione Odyssey Dawn.

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/03/22/AOtxKbG-berlusconi_gheddafi_addolorato.shtml

domenica 20 marzo 2011

Crisi libica, il fallimento dell'alleanza atlantica

Per agli americani e i francesi è troppo rischioso impegnare l’ombrello Nato, sotto il quale 46 paesi combattono Al Qaida da dieci anni in Afghanistan, in un ambiente socio-politico esplosivo come quello nord africano.

Non ci sarà uno scudo Nato per l’operazione militare in Libia: l’alleanza metterà a disposizione mezzi e strutture, ma non la bandiera. I paesi della “coalizione dei volenterosi scesi in campo per fare rispettare la risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza dell’Onu – ha detto a Rio de Janeiro il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Tom Donilon – sono d’accordo a non dare il comando delle operazioni alla Nato, ma di sfruttarne le strutture”.

La dichiarazione di Donilon sgombra il campo dalle incertezze di queste giorni sul ruolo dell’organizzazione atlantica, che alcuni paesi europei (tra i quali il Belgio, la Gran Bretagna e l’Italia) avrebbero voluto in prima linea, e che altri – in particolare la Francia – ritenevano non dovesse essere tale. Troppo rischioso, secondo i francesi, impegnare l’ombrello Nato – sotto il quale 46 paesi combattono Al Qaida da dieci anni in Afghanistan – in un ambiente socio-politico esplosivo come quello nord africano. E anche il capo del pentagono Robert Gates ha riconosciuto che potrebbero esservi resistenze da parte dei Paesi della Lega Araba a prendere parte a operazioni militari sotto l’egida dell’Alleanza atlantica.

La partecipazione di paesi arabi e africani alla coalizione internazionale è invece per tutti una priorità, in particolare dopo le perplessità espresse dall’Unione africana e dalla stessa Lega araba dopo le conseguenze dei primi raid. L’annuncio degli Usa – di fatto “azionisti di maggioranza”! della Nato – è arrivato troppo tardi per potere essere commentato al quartiere generale a Bruxelles, dove fino a mezzanotte gli ambasciatori dei 28 alleati si sono riuniti per proseguire il lavoro di preparazione dei piani militari.

Nei giorni scorsi, il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha impresso un’accelerazione al lavoro di pianificazione. L’ambizione era di chiudere entro il fine settimana i piani per assicurare l’arrivo di aiuti umanitari e il rispetto dell’embargo di armi e dell’interdizione dello spazio aereo libico. Gli esperti militari e gli ambasciatori hanno concluso i primi due piani, ma non il terzo: la Turchia ha chiesto infatti di rivedere la pianificazione per la no fly-zone alla luce delle perdite civili che i raid in corso potrebbero provocare. La delegazione turca ha chiesto nel pomeriggio una sospensione dei lavori per potere consultarsi con Ankara. La riunione, ripresa alle 22.30, è terminata senza chiarire i dubbi della Turchia. Il Consiglio atlantico tornerà a riunirsi anche oggi. Sarà l’occasione per prendere atto dell’annuncio arrivato dal Brasile, che toglie alla Nato ogni ambizione di guida delle operazioni, ma le riconosce di essere l’unica organizzazione che puo’ mettere in campo, in tempi molto rapidi, mezzi, strutture e know how militari.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/21/crsi-libica-il-fallimento-dellalleanza-altantica-usa-la-nato-non-avra-comando-operazioni/99008/

Odyssey Sunset

foto da Official U.S. Navy Imagery

Cari politici e giornalisti, fatemi un favore, non prendete per il culo gli italiani, queste non sono azioni umanitarie, ma azioni di guerra. Una guerra sporca, per l'energia, per il petrolio, il gas. La Francia, che non ha più, dopo Fukushima, un futuro nucleare, ha bisogno di gas e petrolio. E' almeno dai tempi di Ustica che Francia e Italia combattono per il controllo del petrolio libico, quando i nostri cieli diventarono un teatro di guerra con aerei francesi e italiani e Gheddafi, che era presente, si salvò a stento. Gheddafi è stato appoggiato da noi quando si insediò, dagli anni '70, armato da noi, parte delle sue forze militari sono state addestrate in Italia in cambio di un rapporto privilegiato per il gas e il petrolio.
Questa è una guerra folle che gli europei non vogliono. Di cui sono stati informati come se fosse una notizia qualsiasi, un evento sportivo. Cina e Russia sono contrarie, la Germania si è astenuta nel Consiglio di sicurezza e il comitato dell'Unione africana sulla Libia ha rifiutato "ogni intervento militare straniero in Libia, quale che sia la forma ". Lo ha dichiarato il presidente mauritano Abdel Aziz, "la gravissima crisi che sta attraversando questo Paese fratello esige una soluzione africana". Il presidente Aziz ha precisato che "nessun rappresentante dell'Unione africana ha partecipato al vertice internazionale di Parigi sulla crisi libica".
L'ONU aveva deliberato per una "No fly zone", non per bombardamenti a tappeto della Libia. Centinaia di missili lanciati da americani e inglesi verso "obiettivi"in un'operazione ribattezzata "Odyssey Dawn", Odissea all'alba. Un linguaggio da playstation. Più che un Alba assomiglia al Tramonto dell'ONU, a un ' "Odyssey Sunset". Sono morti più civili a Tripoli per mano di Obama, Cameron, Sarkozy o a Bengasi per mano di Gheddafi? Quelli per mano libica valgono forse il doppio? L'articolo 11 della Costituzione dice che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...". Dove sono i partiti con la Costituzione in mano che "scendevano" in piazza?
Stiamo bombardando una nazione africana e musulmana, ma non una sola nazione africana o musulmana ha partecipato all'attacco insieme alle potenze occidentali, ai "crociati", come li chiama Gheddafi. L'Arabia Saudita ha invaso il Bahrain sconvolto dalle proteste, quando l'attacco agli sceicchi? Gaza fu trasformata in un camposanto, ma nessuno intervenne. L'Italia è una portaerei con navi canadesi, americane, inglesi che vanno e vengono dai nostri porti. Con che diritto? Siamo una nazione a sovranità limitata, ma questo è troppo. Fuori le basi americane dall'Italia e fuori, prima che sia troppo tardi, l'Italia dalla guerra. Non sappiamo nulla degli insorti di Bengasi, se si oppongono per ragioni democratiche, tribali, economiche, religiose. Nulla di nulla. Chi è senza petrolio scagli il primo Tomahawk. Gli Stati Uniti ne hanno lanciati già 110 per portarsi avanti con il lavoro.

ULTIM'ORA: Napolitano ha detto: "Non siamo in guerra, ma all'interno di un'azione dell'Onu". Ora posso andare a dormire più tranquillo. Grazie Giorgio.
http://www.beppegrillo.it/2011/03/odyssey_sunset/index.html

Il nucleare della sera

Fassino_nucleare.jpg
Lo tsunami è avvenuto l'11 marzo 2011, l'allarme nucleare è scoppiato due giorni dopo, il 13 marzo. Il 19 marzo, solo SEI giorni dopo, il più disastroso incidente nucleare della Storia è stato sepolto dal Corriere della Sera (Nucleare della Sera ad honorem). Sabato 19 marzo solo due righe (di numero) in prima pagina sotto la vignetta di Giannelli. Grande rilievo invece nel paginone di apertura, oltre alla Libia, a "L'Europa assolve il crocefisso in aula", "Schiaffi e minacce. Maestre arrestate", "Un argine alle scalate francesi". Uno spazio più importante di Fukushima è stato persino dato a: "Tedeschi per l'Inter. Evitate Real e Barcellona" e all'importantissimo "Per eredità e affitti conciliazione sui litigi". Il lettore, rassicurato sul plutonio che rischia di sterminare i giapponesi e sul nucleare di ultimissima generazione (quello di Fini e della Prestigiacomo), ha potuto informarsi solo a pagina 18 sul Giappone. Per dire, a pagina 17, ben più importante era il "Video di minacce a Scilipoti. Tensioni tra u Responsabili" e a pagina 16 la lettera di Rutelli "Il 17 marzo sia sempre festa". Che SCHIFO!
Ps: Le "Facce da nucleare" dell'opposizione che si sono assentate alla votazione per l'accorpamento del referendum con le elezioni amministrative sono: Capano, Cimadoro, Ciriello, D'Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino, Samperi.
- Scarica il volantino delle "Facce da nucleare" e diffondilo
- Partecipa a "Spegni il nucleare" con il referendum su FB

http://www.beppegrillo.it/2011/03/il_nucleare_del.html

Le strane coincidenze della Merkel

Merkel_nucleare.jpg
La Merkel si è salvata per miracolo. L'elicottero sul quale si trovava è precipitato all'improvviso per il blocco dei rotori ed ha ripreso quota solo a 100 metri da terra. La Germania è l'unica nazione occidentale che si è opposta all'attacco alla Libia e che, dopo Fukushima, ha subito arrestato il programma nucleare. Tu chiamale se vuoi ... coincidenze.
"L'elicottero della Merkel rischia lo schianto per uno "strano ed improvviso" blocco del motore...l'unico grande Paese europeo che si é opposto agli anglo-americani... la mafia a confronto e' una banda di rubagalline... com'era morto quello che faceva affari coi libici (Mattei, ndr) per liberare l'italia dal cartello petrolifero??? ah si, uno "strano e improvviso" blocco del motore (esplosione, ndr) del suo biplano...". alex mira

http://www.beppegrillo.it/2011/03/le_coincidenze_della_merkel.html

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Tea Party Italia

Il movimento Tea Party Italia ha adottato come suo slogan ufficiale: "Meno tasse, più libertà!". Una formula semplice che tuttavia racchiude tutte le rivendicazioni che intendiamo portare avanti.Ci poniamo innanzitutto contro l'esosa tassazione italiana: quel fisco che diventa un vero e proprio socio invisibile che pretende - e ottiene, sotto la minaccia del ricorso alla forza - oltre il 50% del frutto del nostro lavoro, del nostro impegno e del nostro tempo, rubandoci così la speranza di un futuro in cui vogliamo essere i soli protagonisti delle nostre vite.Chiediamo una riforma fiscale che miri ad un taglio netto delle tasse e che permetta dunque a tutti (lavoratori autonomi e dipendenti) di avere più soldi in tasca a disposizione per scegliere servizi offerti in regime di libero mercato e non imposti dall'alto.Il movimento Tea Party Italia reclama l'autonomia personale e la responabilità individuale di ciascuno: lo stato italiano ci tratta come bambini da educare (se non plagiare), tener buoni e far finta di proteggere. Bambini a cui non è consentita nemmeno la possibilità di provare ad essere responsabili di se stessi, ma che devono essere indirizzati a servizi, ideologie, informazione e istruzione già predefinite.Vogliamo che lo stato ci tratti invece da adulti: vogliamo la libertà di scegliere scuola, e sanità, pensioni e la facoltà di vivere in paese in cui vige la regola del libero mercato e non del clientelismo e dell'apparato.Vogliamo che i nostri successi e i nostri fallimenti siano da imputare esclusivamente a noi stessi e non a qualcuno che vorrebbe governare dall'alto le nostre vite.Noi diffidiamo dallo stato che dice di agire "per il nostro bene", perchè crediamo di essere gli unici a sapere cosa è bene per noi stessi.Vogliamo, in sintesi, più libertà: che spesso si può tradurre in "meno stato" nelle nostre vite. Non un governo migliore, ma un governo che governi meno."Il nostro Progetto di Libertà" - Manifesto dei Tea Party

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Che cos' la Rivoluzione Digitale

Con rivoluzione digitale si intende la propagazione a macchia d'olio che hanno avuto i vari prodotti digitali e tutta quella serie di cambiamenti sociali, economici e politici avvenuti in merito all'avvento della digitalizzazione di gran parte degli accessi all'informazione. La rivoluzione digitale, avviata con la nascita del linguaggio binario comune a tutti i media che viene sempre più utilizzato per trasformare i mezzi di comunicazione tradizionali e per crearne di nuovi, ha contribuito a mutare profondamente il concetto di comunicazione. Grazie allo sviluppo di devices interattivi, quali il World Wide Web, digitale terrestre, smartphone, si è assistito alla proliferazione e alla moltiplicazione di canali d'accesso all'informazione che hanno cambiato le modalità in cui avviene l'atto comunicativo. La rivoluzione digitale ha, inoltre, mutato enormemente l'approccio alla cultura, al lavoro e al tempo libero: in tutti gli ambiti della vita sociale è diventata indispensabile e ovvia la digitalizzazione dell'informazione. Non si tratta dunque di un evento tecnologico che fa discutere il mondo della ricerca, ma ormai è un avvenimento che guida la trasformazione della società in tutte le sue forme. Cambia il rapporto tra le persone, modifica la comunicazione tra lo Stato e i cittadini e porta grandi trasformazioni al mondo del lavoro.

La rivoluzione digitale ha come punto di partenza il computer che non è solo principalmente uno strumento per rappresentare in forma statica i dati, ma diventa uno strumento potentissimo per lavorare sull'informazione. La convergenza al digitale (trasformazione dell'informazione in formato digitale) è il fulcro della rivoluzione digitale con cui le informazioni di tipo diverso vengono scritte attraverso lo stesso linguaggio di base (il linguaggio dei bit) e gestite attraverso lo stesso strumento (il computer). La convergenza al digitale (intesa come il progressivo trasferimento verso il formato digitale di tipologie diverse di informazione tradizionalmente collegate a media diversi) rende possibile una integrazione strettissima e totalmente inedita fra codici e linguaggi estremamente lontani tra loro. Questo processo non è da considerare come il frutto automatico di un mero progresso tecnologico; dal momento che esso coinvolge direttamente i modi di rappresentare, scambiare e organizzare l'informazione, la rivoluzione digitale non va intesa come una semplice riformulazione in un linguaggio nuovo di una realtà preesistente: ha forme nuove rese possibili dalla tecnologia, ma è frutto di scelte che non sono né unicamente né principalmente tecnologiche.

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Ed Wood è un cinico che non crede più a niente se non al suo lavoro e a qualche persona. Giovanissimo inizia a fare politica e ha peregrinato in vari movimenti in cerca di risposte.Un'esperienza politica traumatica in un movimento di dilettanti lo ha fatti riflettere sul futuro della politica e della sua terra ed è per questo che ha deciso di intraprendere la protesa diigitale in quanto internet, a differenza di televisione, radio e giornali, è veramente libero. Non ci potranno mai imbavagliare!!!

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