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Blog di protesta contro il sistema partitico che sta rovinando la Liguria, blog contro i dilettanti della politica che infestano la nostra Regione...

sabato 19 marzo 2011

La mia sfida a Gente Comune- parte II

Come avevo promesso ecco la seconda parte della mia sfida a Gente Comune, per testare l'ambiente.
Oggi propongo diverse soluzioni per la nostra economia morente, Tremonti ci indebita con un ritmo spaventoso, quasi 100 miliardi l'anno, e lo fa in silenzio, senza chiedere niente a nessuno come se i soldi fossero suoi.
Da gennaio a giugno 2009 in Italia hanno chiuso 36000 negozi, il che vuol dire 6000 al mese e 2000 al giorno, Conferscenti prevedeva risultati ben peggiori entro la fine dell'anno.
La Legge Biagi, o meglio, LA SUA APPLICAZIONE, ha avuto come conseguenza la precarietàe l'abbassamento degli stipendi assieme all' impiego di professionalità per lavori poco qualificati.
Io farei due piccole modifiche alla Legge Biagi:

1-Aumentare la remunerazione per i precari rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato con una politica fiscale che sostenga il lavoro precario
2- Porre un tetto massimo alle imprese per l'utilizzo dei precari (massimo 10%)

Ecco comunque cosa bisognerebbe fare, DO UN AVVISO AI PIù DEBOLI, QUESTA PARTE è MOLTO PEGGIORE RISPETTO A QUELLA SULL'ONESTà DEI POLITICI.

a) abolizione delle scatole cinesi in borsa- le scatole cinesi sono quel meccanismo per il quale tu hai la possibilità di controllare una società pu possedendone una percentuale irrisoria, funziona a  questa maniera (è criminale): io controllo la società X, di cui ho la maggioranza relativa. La società X a sua volta controlla Y, di cui X ha la maggioranza relativa anche se io no.La società Y controlla Z, di cui Y ha la maggioranza relativa, ma X di sicuro noe tantomeno io. E avanti così...con questo metodo Tronchetti Provera controllava la Telecom con lo 0,11% e i risultati li abbiamo visti tutti.Fanno i capitalisti senza il capitale, lo fanno co i soldi pubblici, QUESTI SONO I VERI COMUNISTI.
b) abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate.
c) introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate.
d) abolizione della Legge Biagi
e) impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere  con un prevalente mercato interbo.
f) vietare gli incroci  tra sistema bancario e sistema industriale
g) introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una partecpazione a eventuali perdite.
h) impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire altre cariche nella stessa società se questi si sono resi responsabili di gravi reati
i) impedire l'acquisto prevalente a debito di una società
l) introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in borsa e delle aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello stato
m) abolizione delle stock option
n) abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia,Autostrade,Eni,Enel,Mediaset,Ferrovie dello Stato
o) allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia,elettricità,trasporti agli altri paesi europei
p) riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello stato, con il taglio degli sprechi e con l'introduzione  di nuove tecnologie per consentire al cittadino l'accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari
q) vietare la nomina di persone condannate in via definitiva come amministratori di aziende aventi come zionista lo stato o quotate in borsa (un nome su tutti: PAOLO SCARONI)
r) favorire le produzioni locali
s) sostenere società no profit
t) sussidio di disoccupazione garantito
u) disicentivi alle aziende che generano un danno sociale


to be continued...

prossima puntata sulla sanità

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Tea Party Italia

Il movimento Tea Party Italia ha adottato come suo slogan ufficiale: "Meno tasse, più libertà!". Una formula semplice che tuttavia racchiude tutte le rivendicazioni che intendiamo portare avanti.Ci poniamo innanzitutto contro l'esosa tassazione italiana: quel fisco che diventa un vero e proprio socio invisibile che pretende - e ottiene, sotto la minaccia del ricorso alla forza - oltre il 50% del frutto del nostro lavoro, del nostro impegno e del nostro tempo, rubandoci così la speranza di un futuro in cui vogliamo essere i soli protagonisti delle nostre vite.Chiediamo una riforma fiscale che miri ad un taglio netto delle tasse e che permetta dunque a tutti (lavoratori autonomi e dipendenti) di avere più soldi in tasca a disposizione per scegliere servizi offerti in regime di libero mercato e non imposti dall'alto.Il movimento Tea Party Italia reclama l'autonomia personale e la responabilità individuale di ciascuno: lo stato italiano ci tratta come bambini da educare (se non plagiare), tener buoni e far finta di proteggere. Bambini a cui non è consentita nemmeno la possibilità di provare ad essere responsabili di se stessi, ma che devono essere indirizzati a servizi, ideologie, informazione e istruzione già predefinite.Vogliamo che lo stato ci tratti invece da adulti: vogliamo la libertà di scegliere scuola, e sanità, pensioni e la facoltà di vivere in paese in cui vige la regola del libero mercato e non del clientelismo e dell'apparato.Vogliamo che i nostri successi e i nostri fallimenti siano da imputare esclusivamente a noi stessi e non a qualcuno che vorrebbe governare dall'alto le nostre vite.Noi diffidiamo dallo stato che dice di agire "per il nostro bene", perchè crediamo di essere gli unici a sapere cosa è bene per noi stessi.Vogliamo, in sintesi, più libertà: che spesso si può tradurre in "meno stato" nelle nostre vite. Non un governo migliore, ma un governo che governi meno."Il nostro Progetto di Libertà" - Manifesto dei Tea Party

Video interessanti - DA VEDERE -

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Che cos' la Rivoluzione Digitale

Con rivoluzione digitale si intende la propagazione a macchia d'olio che hanno avuto i vari prodotti digitali e tutta quella serie di cambiamenti sociali, economici e politici avvenuti in merito all'avvento della digitalizzazione di gran parte degli accessi all'informazione. La rivoluzione digitale, avviata con la nascita del linguaggio binario comune a tutti i media che viene sempre più utilizzato per trasformare i mezzi di comunicazione tradizionali e per crearne di nuovi, ha contribuito a mutare profondamente il concetto di comunicazione. Grazie allo sviluppo di devices interattivi, quali il World Wide Web, digitale terrestre, smartphone, si è assistito alla proliferazione e alla moltiplicazione di canali d'accesso all'informazione che hanno cambiato le modalità in cui avviene l'atto comunicativo. La rivoluzione digitale ha, inoltre, mutato enormemente l'approccio alla cultura, al lavoro e al tempo libero: in tutti gli ambiti della vita sociale è diventata indispensabile e ovvia la digitalizzazione dell'informazione. Non si tratta dunque di un evento tecnologico che fa discutere il mondo della ricerca, ma ormai è un avvenimento che guida la trasformazione della società in tutte le sue forme. Cambia il rapporto tra le persone, modifica la comunicazione tra lo Stato e i cittadini e porta grandi trasformazioni al mondo del lavoro.

La rivoluzione digitale ha come punto di partenza il computer che non è solo principalmente uno strumento per rappresentare in forma statica i dati, ma diventa uno strumento potentissimo per lavorare sull'informazione. La convergenza al digitale (trasformazione dell'informazione in formato digitale) è il fulcro della rivoluzione digitale con cui le informazioni di tipo diverso vengono scritte attraverso lo stesso linguaggio di base (il linguaggio dei bit) e gestite attraverso lo stesso strumento (il computer). La convergenza al digitale (intesa come il progressivo trasferimento verso il formato digitale di tipologie diverse di informazione tradizionalmente collegate a media diversi) rende possibile una integrazione strettissima e totalmente inedita fra codici e linguaggi estremamente lontani tra loro. Questo processo non è da considerare come il frutto automatico di un mero progresso tecnologico; dal momento che esso coinvolge direttamente i modi di rappresentare, scambiare e organizzare l'informazione, la rivoluzione digitale non va intesa come una semplice riformulazione in un linguaggio nuovo di una realtà preesistente: ha forme nuove rese possibili dalla tecnologia, ma è frutto di scelte che non sono né unicamente né principalmente tecnologiche.

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Ed Wood è un cinico che non crede più a niente se non al suo lavoro e a qualche persona. Giovanissimo inizia a fare politica e ha peregrinato in vari movimenti in cerca di risposte.Un'esperienza politica traumatica in un movimento di dilettanti lo ha fatti riflettere sul futuro della politica e della sua terra ed è per questo che ha deciso di intraprendere la protesa diigitale in quanto internet, a differenza di televisione, radio e giornali, è veramente libero. Non ci potranno mai imbavagliare!!!

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