foto da Official U.S. Navy Imagery
Cari politici e giornalisti, fatemi un favore, non prendete per il culo gli italiani, queste non sono azioni umanitarie, ma azioni di guerra. Una guerra sporca, per l'energia, per il petrolio, il gas. La Francia, che non ha più, dopo Fukushima, un futuro nucleare, ha bisogno di gas e petrolio. E' almeno dai tempi di Ustica che Francia e Italia combattono per il controllo del petrolio libico, quando i nostri cieli diventarono un teatro di guerra con aerei francesi e italiani e Gheddafi, che era presente, si salvò a stento. Gheddafi è stato appoggiato da noi quando si insediò, dagli anni '70, armato da noi, parte delle sue forze militari sono state addestrate in Italia in cambio di un rapporto privilegiato per il gas e il petrolio.
Questa è una guerra folle che gli europei non vogliono. Di cui sono stati informati come se fosse una notizia qualsiasi, un evento sportivo. Cina e Russia sono contrarie, la Germania si è astenuta nel Consiglio di sicurezza e il comitato dell'Unione africana sulla Libia ha rifiutato "ogni intervento militare straniero in Libia, quale che sia la forma ". Lo ha dichiarato il presidente mauritano Abdel Aziz, "la gravissima crisi che sta attraversando questo Paese fratello esige una soluzione africana". Il presidente Aziz ha precisato che "nessun rappresentante dell'Unione africana ha partecipato al vertice internazionale di Parigi sulla crisi libica".
L'ONU aveva deliberato per una "No fly zone", non per bombardamenti a tappeto della Libia. Centinaia di missili lanciati da americani e inglesi verso "obiettivi"in un'operazione ribattezzata "Odyssey Dawn", Odissea all'alba. Un linguaggio da playstation. Più che un Alba assomiglia al Tramonto dell'ONU, a un ' "Odyssey Sunset". Sono morti più civili a Tripoli per mano di Obama, Cameron, Sarkozy o a Bengasi per mano di Gheddafi? Quelli per mano libica valgono forse il doppio? L'articolo 11 della Costituzione dice che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...". Dove sono i partiti con la Costituzione in mano che "scendevano" in piazza?
Stiamo bombardando una nazione africana e musulmana, ma non una sola nazione africana o musulmana ha partecipato all'attacco insieme alle potenze occidentali, ai "crociati", come li chiama Gheddafi. L'Arabia Saudita ha invaso il Bahrain sconvolto dalle proteste, quando l'attacco agli sceicchi? Gaza fu trasformata in un camposanto, ma nessuno intervenne. L'Italia è una portaerei con navi canadesi, americane, inglesi che vanno e vengono dai nostri porti. Con che diritto? Siamo una nazione a sovranità limitata, ma questo è troppo. Fuori le basi americane dall'Italia e fuori, prima che sia troppo tardi, l'Italia dalla guerra. Non sappiamo nulla degli insorti di Bengasi, se si oppongono per ragioni democratiche, tribali, economiche, religiose. Nulla di nulla. Chi è senza petrolio scagli il primo Tomahawk. Gli Stati Uniti ne hanno lanciati già 110 per portarsi avanti con il lavoro.
ULTIM'ORA: Napolitano ha detto: "Non siamo in guerra, ma all'interno di un'azione dell'Onu". Ora posso andare a dormire più tranquillo. Grazie Giorgio.
http://www.beppegrillo.it/2011/03/odyssey_sunset/index.html
Blog di protesta contro il sistema partitico che sta rovinando la Liguria, blog contro i dilettanti della politica che infestano la nostra Regione...
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domenica 20 marzo 2011
Il nucleare della sera
Lo tsunami è avvenuto l'11 marzo 2011, l'allarme nucleare è scoppiato due giorni dopo, il 13 marzo. Il 19 marzo, solo SEI giorni dopo, il più disastroso incidente nucleare della Storia è stato sepolto dal Corriere della Sera (Nucleare della Sera ad honorem). Sabato 19 marzo solo due righe (di numero) in prima pagina sotto la vignetta di Giannelli. Grande rilievo invece nel paginone di apertura, oltre alla Libia, a "L'Europa assolve il crocefisso in aula", "Schiaffi e minacce. Maestre arrestate", "Un argine alle scalate francesi". Uno spazio più importante di Fukushima è stato persino dato a: "Tedeschi per l'Inter. Evitate Real e Barcellona" e all'importantissimo "Per eredità e affitti conciliazione sui litigi". Il lettore, rassicurato sul plutonio che rischia di sterminare i giapponesi e sul nucleare di ultimissima generazione (quello di Fini e della Prestigiacomo), ha potuto informarsi solo a pagina 18 sul Giappone. Per dire, a pagina 17, ben più importante era il "Video di minacce a Scilipoti. Tensioni tra u Responsabili" e a pagina 16 la lettera di Rutelli "Il 17 marzo sia sempre festa". Che SCHIFO!
Ps: Le "Facce da nucleare" dell'opposizione che si sono assentate alla votazione per l'accorpamento del referendum con le elezioni amministrative sono: Capano, Cimadoro, Ciriello, D'Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino, Samperi.
- Scarica il volantino delle "Facce da nucleare" e diffondilo
- Partecipa a "Spegni il nucleare" con il referendum su FB
http://www.beppegrillo.it/2011/03/il_nucleare_del.html
venerdì 18 marzo 2011
Perchè non mangiare da Mcdonald
Queste pagine sono nate all'interno del Laboratorio Autogestito, luogo contaminato e contaminante di controinformazione, musica, arte, altrove in un luogo qualsiasi del verde Trentino. Sono nate in fotocopia, diffuse tra amici durante i concerti, i dibattiti, le mostre. Molte di queste prime copie sono macchiate di birra, sporcate da cenere di sigaretta, ad uso e consumo di una realtà autogestita che amava sognare assieme, lottare assieme, creare assieme. Questa realtà è stata cancellata dal grigio pensiero dei calcoli politici, che ci hanno definito incompatibili con la città, per il troppo colore. Era il mondo alla McDonald's, grigio, piatto, calcolatore che stava iniziando a dilagare. Molti sono già rimasti intrappolati in questa invisibile ragnatela qualunquista., Così, prima che questo nulla dilaghi, abbiamo deciso di sferrare un colpo a questo globalizzato McWorld, al suo cuore, al suo simbolo, decidendo di rivedere l'opuscolo iniziale, ampliandolo, correggendolo, dotandolo in appendice d'un piccolo manuale di resistenza alla McInvasione.
Un trenino per il mondo McDonald's, un mondo fatto di pagliaccetti colorati e divertenti, sorridenti personaggi e fischiettabili pubblicità, un mondo che dai finestrini appare sicuro, confortante, amichevole, perfino generoso. Abbiamo provato a spaccare il McVetro, e l'invitante s'è fatto nauseante. Questa locomotiva non sarà ideologica. Pensiamo che la cruda e talvolta grottesca McRealtà sia più stimolante alla riflessione rispetto ad astratte gabbie mentali simboleggiate sempre più da sterili slogan, così simili ai McStrumenti, che isolano anziché liberare.
Luther Blissett e Cyrano Autogestito
"..Ogni giorno 40 milioni di persone di ogni nazione, razza e religione entrano nei 25.000 ristoranti McDonald's sparsi in oltre 110 paesi. Il ristorante di hamburger e patatine inventato negli anni '50 dai fratelli McDonald è diventato uno dei più grandi successi imprenditoriali di tutti i tempi." Così inizia il lavoro di Mario Resca, presidente del McDonald's Development Italy, titolata McDonald's, una storia italiana (ed. Baldini & Castoldi, Mi 1998). Le centoquaranta pagine di questa spot - opera sono una sintetica summa del mondo alla McDonald's secondo McDonald's, un elogio fai da te centrato su parole d'ordine quali efficienza, cortesia, bassi costi, pulizia e naturalmente possibilità di lavoro, dal trendy dei part-time al più succulento franchising per giovani imprenditori rampanti. L'ultimo capitoletto, McStorie d'Italia, presenta quel genere emotivo - persuasivo tanto caro alle televendite made in U.S.A., consistente nell'intervista a uno come noi che ha fatto successo, nella vita come nelle pulizie di casa, col prodotto presentato. Leggiamo assieme cosa ci dice il signor Giacomo di Spino d'Adda (CR), diploma da ragioniere, una passione per il Milan e il baseball, arricchitosi diventando licenziatario McDonald's: "Io sono un giovane fortunato. Nel 1989 (..) ho iniziato a lavorare da Burghy come crew, il livello più basso. Così Burghy, poi McDonald's, per me non sono stati una momentanea opportunità di lavoro, ma soprattutto un'occasione per crescere, per una sfida professionale e personale. (...) I soldi me li feci imprestare dai miei genitori. Naturalmente li ho restituiti con gli interessi. McDonald's mi porta via tutta la giornata, non mi rimane tempo quasi per nulla. Ma il lavoro è stimolante (...) un fatturato di 9 miliardi l'anno".
LAVORO GRATIFICANTE quindi, il primo McSlogan per attirare su di sé nuovi investimenti, nuove forze, nuovi abitanti per il McWorld. L'inconveniente, per quanto riguarda il McLavoro, è però che per ogni signor Giacomo da nove miliardi l'anno ce n'è qualcuno in più con qualche soldo in meno per un massimo di nove mesi (di lavoro) all'anno; è il nostro eroe stesso a dircelo: "Oggi gestisco tre (Mc) ristoranti, con 180 dipendenti, tutti giovanissimi, con un'età media attorno ai 22 anni. La maggior parte, il 75%, ha contratti part-time". Controaltare del presidente di McDonald's Italy è Paul Ariès, esperto francese dei rapporto alimentazione - società, ha pubblicato nel 1997 un saggio - inchiesta sul McDonald's (Les fils de McDo, La McDonalisation du Monde, ed. L'Harmattan, 1997) e in merito al McLavoro scrive: "McDonald's si vuole campione nella lotta contro la disoccupazione e la povertà. Questo fatto trova due grandi spiegazioni. Da una parte contribuisce alla creazione d'una buona immagine di sé per svalutare la concorrenza. D'altra parte prova così che non è malvagio come a volte si dice. McDonald's (...) ha approfittato della disoccupazione per generalizzare la precarietà". E in merito all'età e al sesso dei dipendenti, aggiunge: "McDonald's recluta appositamente un personale giovane e femminile. Questa politica gli permette di avere degli individui molto più fragili e instabili. (...) L'età media dei dipendenti è di 22 anni di cui il 66% sono femmine. Quella dei manager è di 26 anni ma col 81% d'uomini, (...) Questa situazione mostra una politica apertamente sessista."
V'è poi da dire che il lavoro offerto è sempre più simile a quello di una macchina; sostate un po' ad una vetrina di McDonald's, ove potete vedere parte del lavoro che viene eseguito: i prodotti vengono scongelati, vengono buttati nelle macchine che li cuociono, vengono serviti in velocità, con un sorriso di plastica. Intanto, una mano digita e digita e digita cifre sulla cassa. McDonald's aspetta l'epoca gloriosa in cui il cliente non sarà intimorito dai distributori automatici d'hamburger e patatine. Così, ancora per un po', si dovrà spendere qualcosa per i dipendenti, e naturalmente la possibilità di difesa sindacale non rientra nella McFilosofia, e i McDipendenti, precariati come sono, giovani come sono, macchine veloci come si vorrebbe che fossero, non hanno nessuno su cui contare nel breve periodo in cui lavorano chez McDonald's, se non su loro stessi, autogratificandosi magari con il titolo american-kitch di "impiegato del mese" che il McPensiero ha escogitato per motivare - e rendere così più produttivi - i lavoratori. Nel 1986 il tedesco Gunter Waltraff descrisse nella sua Tete de Turc (ed. La découverte, Parìs, 1986) le condizione di lavoro inumano, l'igiene deplorevole d'un McDonald's d'Amburgo, nonché la cattiva qualità dei cibo. La filiale tedesca intentò un processo all'autore del libro, ma poi ritirò le accuse per probabile paura di una ritorsione giudiziaria; un centinaio d'ex dipendenti si dissero pronti a testimoniare in favore del giornalista. in attesa dell'uomo macchina. Un'indagine simile è stata fatta da Il Diavolo, quindicinale satirico della Svizzera italiana (numero 57, 5 Maggio 2000), in occasione dell'apertura dell'ennesimo McDonald's in Ticino.
Le interviste ad alcuni giovani dei McStaff, che rendono le fatiche e lo stress di un lavoro che ha davvero poco di umano, le si possono chiedere a molino@cybernet.ch .
Nel massmediatico clima di allarme - alimentazione, è fin troppo facile dire, nonostante la martellante pubblicità alla Mulino Bianco, che il nostro cibo non nasce da rustiche fattorie, ma da laboratori chimici. Forse però ci sbagliamo, forse però siamo un po' troppo ottimisti in merito alla coscienza alimentare delle masse. Guardiamo il passante, guardiamo la gente, guardiamo la televisione. Quando scoppiò l'allarme diossina, la vox populi era: il pericolo è nelle industrie belghe, il pericolo è identificato, il pericolo è finito; noi siamo bravi, noi rispettiamo le leggi, noi vendiamo sano. In supermercati, macellerie panifici era tutto un via via di certificati d'italianità dei prodotto. Ora, nell'incertezza sulla sicurezza biologica degli organismi geneticamente modificati (OGM), il film è sempre lo stesso: la gente ha paura, la gente s'interroga, la risposta è tranquillizzante, in questo caso un rimando dei problema, a quando il clima sarà migliore, intanto gli OGM pappateveli in percentuali minime e nei derivati, che la legge lo permette, e ci permette di non farvi sapere cosa state mangiando. Dal canto suo, il mito europeo non promette nulla di buono; con gusto schifosamente amarcord, i media ci hanno fatto abituare al fatto che l'Unione Europea ingerirà sempre più, comandata dalla bacchetta economicamente magica delle multinazionali, sulle varie leggi nazionali che garantivano minimamente la genuinità di alcuni alimenti, dalla pasta al cioccolato, dalla pizza al miele alle marmellate.
Degli oltre 2 miliardi di dollari che McDonald's spende ogni anno in pubblicità, motto viene investito per attirare nel McWorld tutta quella fetta di potenziali clienti che identifica almeno in parte il cibo dei fast food con il cosiddetto cibo-spazzatura, divulgando un'autoimmagine di qualità, di genuinità, perfino salutista.
Nel famoso volantino "McDonald's. Tutto il gusto della qualità", all'interno del quale, dopo una breve storia della multinazionale e dei metodi tecnico-burocratici della stessa sotto la bandiera globalizzante di precisione e qualità, si passano in rassegna i vari McProdotti, il tutto con un'impaginazione tra l'asettico e lo scientifico. Così degli hamburgers si dice che "sono di pura carne bovina 100% senza additivi né conservanti. Sono cotti al punto giusto in modo tale da poterne conservare il corretto apporto nutrizionale. Le patatine fritte sono preparate esclusivamente con olio di origine vegetale e con un procedimento unico che le rende sempre leggere e croccanti. I gelati e i milk-shake sono prodotti con latte di prima qualità e sono ricchi di calcio. Per questa ragione sono particolarmente indicati per i bambini e gli adolescenti durante la crescita".
Perfetto! Se non fosse per il fatto che McDonald's ritirò ai tempi dell'allarme diossina i propri Milk Shake, certo, per precauzione, e soprattutto se non fosse per un volantino informativo con gli ingredienti dei propri McProdotti, motti dei quali solo dal nome non lasciano trasparire nulla di naturale.
Nonostante il carattere lillipuziano tipico in pubblicità di chi ha qualcosa da nascondere ma che è obbligato a dire, il gusto della qualità inizia a macchiarsi di addensanti, coloranti, amidi modificati, edulcoranti, glutammato di sodio, acidificanti, aromi, sali di fusione, agenti lievitanti modificati e simpatiche siglette incomprensibili tipo E472e, E41o, eccetera. Prodotti per altro ammessi dalla legge.
Prendiamo un libro di medicina nell'alimentazione, quello dei salutista dott. Enzo Rocchi (Il medico in cucina, ed. La Grafica, Mori 1985), o un altro qualsiasi, il discorso non cambierà. Oltre ai soliti non bere e non fumare, v'è rimarcato un altro, grave errore comune: mangiare alimenti manipolati. Inoltrandosi più approfonditamente nel paragrafo, v'è un primo memento sul fatto che, parlando dell'ingrediente carne, nel nostro caso pura carne bovina al 100% non si sa mai se questa è allevata nella fattoria di Nonna Papera o nei più realistici allevamenti - lager, i feedlots, ove gli animati, siano essi futuri hamburgers o future McChicken, sono tenuti in strettissime gabbie e nutriti a suon di ormoni e antibiotici per ingrassarli meglio e in meno tempo. Riportiamo le parole dei dietologo per quanto riguarda alcuni McIngredienti: "Un breve elenco delle principali sostanze artificiali comunemente impiegate nell'industria alimentare comprendono: antiossidanti e conservanti in generale, coloranti, addensanti, gelidificanti, emulsionanti e tensioattivi, aromatizzanti, dolcificanti, potenziatori di gusto '' (gluttammati). Fra le altre cose, scopriamo che i cosiddetti aromi naturali "possono essere imitati, simulati, da sostanze chimiche artificiali, create in laboratorio (...) a lungo andare possono essere dannosi per la salute". Troviamo una risposta al quesito iniziale: "In Italia quando sull'etichetta c'è scritto aromi . naturali, nel cibo ci possono benissimo essere soltanto aromi artificiali e la cosa non è affatto una truffa in quanto la legge lo permette".
Per affermare l'insanità d'una McAlimentazione, basta viaggiare un po' negli Stati Uniti per correlare visualmente l'altissimo numero di obesi e le nuove forme di ristorazione veloce. Grottesco è il fatto che l'istituto Nazionale della Nutrizione, organo nazionale che dovrebbe diffondere consigli nutrizionali agli italiani, abbia pubblicato una guida sulla sana alimentazione, sulla cui copertina spicca il McLogo, primus inter sponsor. Capiamo la necessità di un finanziamento, ma c'è però un limite! Ricordiamo a proposito che nel 1990 un'associazione statunitense (Associazione Nutrizionale per la protezione del cuore) lanciò una violenta campagna stampa contro McDonald's accusandolo d'essere "il veleno dell'America dei nord" (New York Times, 1990). Ed è solo dopo questa campagna che McDonald's ha introdotto l'olio vegetale nella frittura delle patatine, olio che ora si vanta di usare, per la salute dei suoi consumatori...
Ma delle McPubblicità vendute come buone azioni ci occuperemo oltre. Per ora vi consigliamo di consultare il sito Internet di McDonald's, http://www.mcdonalds.com/, e fare qualche ricerca sul link food. Troverete la lista completa degli ingredienti, compresi quelli delle specialità dei vari paesi, nonché il contenuto calorico d'ogni componente. Interessante anche il link con la lunga lista di tutti i componenti dei McCibo che possono causare allergia (www.mcdonalds.com/food/allergens_sesitivities/index.html [link non più esistente, ndr.]); il sito è quello ufficiale di McDonald's, il carattere di queste spiacevoli informazioni è ovviamente asettico e minuscolo: minuscoli tesori di controinformazione.
Ariès, nel sopracitato saggio che, assieme al lavoro di Ritzer, costituisce un punto di riferimento per chiunque voglia approfondire in modo critico l'argomento, si spinge fino ad affermare il dubbio che l'alimentazione di McDonald's, la si giudichi corretta o dannosa, non sia un'alimentazione come le altre. Punto di partenza è l'artificiosità degli alimenti, la precisione meccanica del loro formato, del loro gusto, del loro colore, caratteristiche di cui McDonald's stessa ne fa un vanto. Vediamo insieme quali sono, ripercorrendo i passi dell'Ariès: " (le patatine fritte) sono poi impacchettate congelate in pacchi standard da lo Kg. Questi sono maneggiati con estrema cautela perché gli esperti di McDo hanno calcolato che se cadessero da un'altezza di un metro perderebbero 30 porzioni ogni 45 Kg. (...) La resa è così da 888 a 933 porzioni ogni 100 Kg. Queste patatine si conservano per nove mesi dalla data di conservazione, sono fritte il più velocemente possibile ancora congelate in modo standard (...) e non resta che venderle il più presto possibile. Infatti le patatine fritte non possono essere conservate per oltre 7 minuti. il cliente può scegliere fra tre formati (68 gr, 110 gr, 136 gr). Una porzione grande è sempre matematicamente uguale a 1,42 volte quella normale. (...) L'involucro che le contiene rafforza l'idea d'igiene ma anche l'illusione d'un maggior volume (le patatine infatti "escono" dal contenitore, sembrano straboccare...)" Secondo Ritzer, il segreto dei gusto delle patatine è l'unione di sale e zucchero, combinazione che dona un gusto neutro, in cui ognuno può ritrovare il proprio, in misura minima. Per quanto riguarda l'olio di frittura, esso è composto dal 90 al 92% dal grasso di manzo, per un 8-10% di olio di cotone. Ariès precisa che la fonte è dei 1989, e che McDo non ha voluto comunicare informazioni più aggiornate. Riguardo all'hamburger, dichiara che pesa 103 grammi e misura 10 centimetri, (...) è cotto per esattamente 35 secondi. Il pane in cui è avvolto è di misure leggermente ridotte per dare, come per l'involucro delle patatine, un'idea d'abbondanza. Esso non è del vero pane, a causa del suo colore eternamente bruno pallido, della sua composizione molle e mai croccante, della sua assenza di sapore e di gusto. Se si prendono altri ingredienti apparentemente naturali, il discorso cambia di poco; l'insalata dei Big Mac, ad, esempio, non è che un'immagine di sé, perché la sua varietà, il suo calore, il suo condimento la riducono a semplice funzione decorativa. Il formaggio subisce lo stesso trattamento, e diviene un'immagine, una pura sensazione. Questa iperrazionalizzazione diviene una vera e propria religione della forma e della misura, col fine, unico e immacolato, del profitto. A conclusione, riportiamo "la struttura" d'un McHamburger di 80g. individuata da London Greenpeace, associazione promotrice della campagna anti McDonald's conclusasi col processo McLibel (vedi più avanti):
46 g. di carne bovina macinata (lingua, cuore, grasso, cartilagini, tendini, intestino compresi); 10 g. di carne recuperata meccanicamente dal resto della carcassa, e poi tritata; 20 g. d'acqua; 2 g. di sale e spezie; 1 g. di gluttammato monosodico; 5 g. di polifosfati e conservanti. Ariès, riguardo all'utilizzo di scarti di animali, vale a dire pelle, ossa, sangue, viscere, eccetera non da una risposta certa, in mancanza di prove certe, e noi non possiamo che appoggiare la sua scelta. Tuttavia una risposta al dubbio sull'utilizzo (o non utilizzo) di tali parti non si è avuta per una scelta di Mc Donald's; infatti le nostre domande inoltrate (a McDonald's) sono restate per lungo tempo lettera morta, poi l'ufficio direzione della comunicazione ci ha fatto ufficialmente sapere che ciò riguarda "segreti di fabbricazione". D'altro canto si sa che la macelleria moderna utilizza largamente questo tipo di prodotti ricostituiti. La triturazione industriale permette infatti d'eliminare la durezza di alcuni componenti come le ossa.
Il bambino è la vittima preferita della pubblicità. la sua mente, così aperta a prendere i desideri per realtà, così innocente nel credere bello ciò che ci è mostrato bello, così privo di complesse categorie, rimane abbagliato dal McWorld, dalla sua pubblicità che tocca i cinque sensi: il colore vivo e brillante d'ogni cosa, la fischiettabilità dei suoi ritornelli mantrici, l'acquolina in bocca creata dagli esaltatori di gusto e presente in ogni cosa, la gratuità dei numerosissimi gadgets (bandierine, cappellini, palloncini, nonché i mini giocattoli contenuti negli happy meal)... tutte cose che attraggono il bambino e che aggiungono, pasto dopo pasto, anelli alla catena della fantasia infantile. E non a caso il mensile Focus (dicembre 1999) in un articolo titolato Così ci persuadono a comprare, sotto una fotografia raffigurante bambini che si divertono con il McPupazzo Ronald McDonald, scrive: Si attirano i bambini con i giochi per far spendere i genitori.
Una recente novità di McDonald's è l'organizzazione di compleanni. Quei gioiosi momenti preadolescenziali ov'è il bambino ad organizzare la sua festa a casa, ove si progettano per giorni i giochi che si faranno nell'Attesissimo con gli amici, ove per una volta, accompagnati dalla mamma, si va a fare la spesa prendendo ciò che si desidera, e che quasi mai c'è in casa, sembrano nel McCompleanno scomparire. Dice il prospetto informativo per le mamme: "Organizzare una festa da McDonald's è semplice e conveniente. Voi prenotate la sala e i tavoli, al resto pensa McDonald's. Bisogna allestire la sala? Ma no. McDonald's pensa agli addobbi della festa, rendendo la sala ancor più accogliente e colorata. Bisogna portare la merenda? Macché. Tra Happy Meal, torte e sorprese, McDonald's sa come stuzzicare (e soddisfare) l'appetito di tanti piccoli golosoni. Bisogna preparare i giochi? Non scherziamo. Hostess preparate (e pazienti) faranno giocare e divertire i bambini. Incredibile, vero?" . Anche qui, se strappiamo il sorriso prefabbricato, troveremo il solito McMondo di numeri, calcoli, strategie: un documento interno di McDonald's, riportato nell'opera di G. Wallraff, cronometra con precisione ogni tappa di questo simpatico party:
Tappa i (preparativi) circa 15 minuti
Tappa 2 (accoglienza) circa 10 minuti
Tappa 3 (raccogliere le ordinazioni) circa 5 minuti
Tappa 4 (portare le cose ordinate) circa 10 minuti
Tappa 5 (piacere di mangiare) circa 15 minuti
Tappa 6 (giochi, altro) circa 15 minuti
Tappa 7 (partenza)
Altro discorso riguarda l'indottrinamento dei bambini, vecchio quanto le dottrine, tant'è che il fascismo ne fece largo uso. Ultime parole sul bambino sono le ultime novità, riportate anche da telegiornali e giornali, riguardanti i gadjet McDonald's destinati ai più piccoli, per renderti felici. L'accusa parte dal quotidiano cinese South China Morning Post, non è certo leggera. I giocattoli McDonald's, tramite il solito sistema di subappalto usato da molte multinazionali per ridurre notevolmente i costi, verrebbero prodotti da bimbi cinesi assai meno felici di quelli che frequentano i fast food, lavorando in condizioni di sfruttamento inumane.
L'azienda che produce i McGiocattoli, la City Toys Ltd, avrebbe utilizzato, SU 2000 dipendenti, circa 400 bambini, età media 14 anni, facendoli lavorare 16 ore al giorno, sette giorni su sette, pagandoti meno di 400 lire all'ora, dormendo in dormitori adiacenti alla fabbrica su panche di legno senza materassi. McDonald's, naturalmente, si è impegnata ad aprire un'inchiesta. (fonte http://www.rassegna.it/)
Cos'altro si nasconde dietro il lucente McWorld? Torniamo al saggio - di Resca, al capitoletto titolato Quelli che non ci stanno, il cui intento è di contestare e smentire le principali critiche che intaccano la bella McImmagine. Si elencano succintamente alcuni McMisfatti, e le uniche difese sono sostenere che queste sono marginali, magari ideologiche, magari dettate dalla concorrenza. "McDonald's non piace a certi ambienti politico - culturali perché espressione dell'imperialismo yankee ( ... ) non piace perché farebbe concorrenza al piccolo commercio tradizionale, non piace agli ambientalisti perché consuma una quantità ritenuta eccessiva di materiali difficilmente o per niente riciclabili ( ... ) Non c'è dubbio che McDonald's possa suscitare enorme ammirazione, grandi passioni, come un'assoluta critica. E' il destino di molte grandi imprese, di marchi famosissimi in tutto il mondo, portatori, al di là dei loro prodotti, anche di un'immagine, di una cultura, di un modo di vivere".
Leggiamo un ultimo passo: "Non renderti complice! McDonald's ti avvelena, il menu si basa sulla tortura e lo sterminio di milioni di animali, McDonald's distrugge le foreste ed inquina l'ambiente, affama i poveri, sfrutta i dipendenti, pratica una pubblicità ingannevole" Volantini di questo tenore sono stati diffusi davanti ad alcuni locali McDonald's dei nord Italia da un'organizzazione che si chiama Comitato Liberazione Animale con sede in provincia di Bergamo. Questi volantini sono stati fin'ora tra le pochissime espressioni di contestazione, per altro marginali ed episodi che, di organizzazioni ambientaliste e animaliste contro McDonald`s". Il volantino che il Resca riporta la traduzione del più noto What's wrong with McDonald's? indagine di London Greenpeace contro i crimini McDonald's diffusa come volantino che aggiunge: "Le più belle foreste tropicali vengono distrutte a ritmo impressionante da società come McDonald's e Burger King, che usano i defolianti per disboscare la giungla e costruire i ranch. In Amazzonia ci sono 100000 allevamenti e servono 1200 kmq di foresta solo per fornire a McDonald's la carta per un anno. Un'area di foresta come il Piemonte viene abbattuta ogni mese. (...) Questo processo causa continue estinzioni di specie animali e vegetali. Inoltre le popolazioni indigene che hanno vissuto per millenni nelle foreste in armonia con la natura, sono forzate a lasciare le loro terre". Se McDonald's giudica false queste accuse, perché il signor Resca non le smentisce dando dati chiari e verificabili sull'ammontare dei rifiuti che causano, sull'utilizzo della carta, sulle zone di produzione dei bovini, e perché no, sulle condizioni di nutrizione e allevamento degli stessi? Resca, giudica marginale il volantino contro McDonald's... in realtà questo (e siamo sicuri che Resca lo sa bene) è il volantino di controinformazione più ampiamente distribuito, con oltre due milioni e mezzo di copie negli ultimi cinque anni. Nella sola Inghilterra oltre 500 McDonald's sono stati volantinati (su 750 totali). Questo volantino ha provocato la denuncia e il processo iniziato il 28 febbraio 1996 contro due attivisti in flagranza di volantinaggio davanti a un McDonald's. Con quest'azione legale si voleva porre fine ad ogni critica, sepellire i contestatori sotto il peso di processi dai costi proibitivi (si è parlato di 10 milioni di sterline, un po' troppo per due attivisti disoccupati...) Il processo, denominato McLibel, è stato però una sberla per il clown McDonald's. Oltre a fallire nell'intento di farsi rimborsare le spese processuali, e quindi a creare un deterrente contro future proteste, i due attivisti sono stati dichiarati non colpevoli (2 giugno 1997). Gran parte delle accuse alla multinazionale sono state dichiarate vere, dall'inganno dei cibi sani ai bassissimi salari, all'inganno e sfruttamento dei bambini. Più in particolare, leggendo le risultanze del processo, scopriamo che " (...) In merito alle accuse che McDonald's sfrutta i bambini usandoli, come più influenzabile oggetto della pubblicità, per spingere i loro genitori a portarli da McDonald's, esse sono giustificate. Ciò è vero (p.26); (...) Al tempo in cui il volantino (d'accusa) fu dato, tra settembre 1987 e settembre 1990, il cibo di McDonald's era ricco di grassi, inclusi grassi saturi, di sale (sodio), e di prodotti d'origine animale, ed ha continuato ad essere così. Molta della pubblicità (di McDonald's) fingeva un positivo beneficio nutrizionale, non corrispondente in realtà al cibo McDonald's, ricco di grasso, di grasso saturo, di sodio, e di componenti animali, e allo stesso tempo povero di fibre (p.21 e 23). ( ... ) la critica che McDonaid's è colpevolmente responsabile di pratiche crudeli d'allevamento e macellazione di alcuni animali usati per produrre il cibo è giustificata, vera nella sostanza e nei fatti (p. 29). ( ... ) (McDonald's in Inghilterra) usa pagare bassi stipendi ai propri lavoratori, contribuendo così ad abbassare le paghe dei lavoratori nel settore della costellazione. (McDonaid's) è fortemente contraria ad ogni forma d'unione sindacale dei dipendenti nella loro catena di ristorazione (p.33 e 37)" Per chi volesse approfondire l'argomento, rimandiamo alle 45 pagine in inglese dell'estratto del processo sul sito http://www.mcspotlight.org/ che presto aggiornerà il tutto con gli atti completi del processo e della sentenza (oltre 1000 pagine!). La campagna anti McDonald's è cresciuta a dismisura, il sito sul processo ha avuto dal febbraio 1996 oltre 18 milioni di visitatori (fonti autunno 19971). Finalmente una storia a lieto fine.
Per quanto riguarda l'aspetto globalizzante e inumano dei McDonald's (il macchina - pensiero), si rimanda in toto all'ottimo lavoro sociologico di George Ritzer (Il mondo alla McDonald's, ed. Il Mulino, 1997). In questa sede riportiamo qualche dato riguardante la McInvasione pubblicitaria, quella che Ariès chiama McOvunque: Tredici università nel mondo (il negli USA) possiedono un proprio McDonald's, Mc Donald's è ormai già presente in moltissime stazioni dei treni di tutto il mondo, in alcune aree di sosta dell'autostrada; ha alcuni punti vendita mobili, coi quali raggiunge facilmente i luoghi ove si svolgono particolari eventi, è presente su alcune chiatte. Ci sono poi McBus che collegano gratuitamente le scuole e il centro città coi punti di McRistorazione, delle McVetture su dei treni (la prima nel 1992 tra la Svizzera e la Germania), nonché unità marittime su dei Ferry (tra Stoccolma e Helsinki), c'è perfino un McPlane che è decollato a bordo di un McDonell Douglas da 165 posti ridipinto in rosso vivo portante il McLogo sui fianchi! All'aeroporto di Francoforte si stà poi realizzando il più grande McDO, 2400 mq per accogliere con i suoi 780 posti a sedere, oltre 5 milioni di passeggeri per anno. Ovvia la presenza di punti d'asporto, per i più pigri. (fonti Ariès, op.cit.) Una nota spetta poi alla valenza estetica dei McDonald's, aspetto forse meno importante, comunque presente. A parte il disgustoso puzzo di fritto che infesta l'ambiente circostante, spesso centro storico, è la presenza stessa di un McDonald's che distrugge quell'armonia tra arredo urbano e tradizione artigiana che è caratteristica di motti centri storici antichi. Riguardo a tale aspetto, leggiamo un passo tratto da un'opera didattica di Carlo- Monaco (La città e lo stato, Ablet edizioni, Bologna 1997), docente in legislazione dei centri storici presso la facoltà di conservazione dei beni culturali di Ravenna: "(...) qualche distinzione (sull'uso dei centro storico) va introdotta sulle funzioni commerciali Certamente vanno salvaguardate quelle relative alla vendita al dettaglio, specie se legata all'artigianato. Maggiore perplessità suscita la nascita nei centri storici di shopping centers, fast food, discount e simili".
Cosa accomuna un mercante di fine Trecento a McDonald's? E una Madonna con bambino con una partita dei mondiali di calcio? Risposta: la prima coppia è quella dei committenti, la seconda quella degli eventi. L'ometto inginocchiato ai piedi della Vergine Maria non è un nano, ma il committente della paia d'altare in questione, eseguita da Gentile da Fabriano tra il 1395 e il 1400. La figura del nano-committente all'interno delle opere devozionali è caratteristica di molta pittura dal tre al cinquecento, e le motivazioni, stando a quanto ci dice Giovanni Rucellai sono di rendere omaggio a Dio, alla propria città, e ovviamente alla figura del committente stesso. Insomma, la pubblicità moderna non ha inventato nulla. Così la fede calcistica (o altra moderna fede), nella celebrazione di un evento (un tempo era la messa, ora può essere una partita dei mondiali, o una qualsiasi partita di calcio ripresa in tv..) necessita di sponsor a bordo campo che finanzino la riuscita dell'evento. Finanziando eventi cari a un buon numero dì spettatori, McDonald's onora il dio denaro, il patriottico e globalizzante sogno americano dell'imperialismo economico, e naturalmente e soprattutto glorifica e diffonde la propria immagine in maniera più efficace d'una semplice, indistinta pubblicità televisiva. Ad esempio di tutto ciò si possono citare alcune celebri McSponsorizzazioni: nel 1984 ha finanziato la piscina olimpica di Los Angeles, ha stipulato contratti col comitato per l'organizzazione dei giochi olimpici d'Atlanta e coi canale televisivo NBC per l'esclusività degli annunci pubblicitari della sua categoria dal 6 luglio al 7 agosto 1996, fornendo in cambio pasti per 15000 persone al giorno durante tutta la durata dei giochi olimpici. Ma le McSponsorizzazioni non sono assolutamente nulla di nuovo. Perfino la detestabile consuetudine usata dai cattivoni di tutte le epoche di finanziare opere caritatevoli per ridipingere di bontà l'immagine un po' triste e nefanda che si erano andati costruendo è stata ripresa e campionata dal nostro Mc; così il rapporto d'ingannevole amicizia fatto di bombardamento pubblicitario a danno dei Più piccoli, contrasta nell'immaginario dei McUtenti con la creazione ex novo d'una fantomatica Fondazione per l'Infanzia Ronald McDonald (il clown simbolo di McD), promotrice di case di cura per il ricovero di bambini malati... magari a causa di una cattiva alimentazione. Un'idea simile l'ha avuta un'altra multinazionale famosa per la sua generosità, la Nike, che per contrastare quelle documentate voci da corridoio che la volevano sfruttatrice di lavoratori, bambini compresi, in gran parte dell'est asiatico, ha creato una certa Agassi foundation (André Agassi è un noto tennista sponsorizzato Nike ... i conti tornano) per l'assistenza ai bambini poveri di Las Vegas (fonte Nike in Indonesia, vol.1 n.2, febbraio 1995). Insomma, tutto fa brodo nel McWorld, e la perfidia è una parola che non esiste. Esiste l'investimento, le strategie di marketing. D'altra parte, anche i "normali" mezzi di promozione usati da McDonald's hanno un che di allucinante. Il logo giallo e rosso, la "M" tondeggiante simbolo di McDonald's, è un immagine allucinante, che al di là della psicologia dei colori e delle forme (Ariès riconduce brillantemente questa forma a quella del seno, materno ed erotico.... aggiungendo, in merito ai due colori base: "(...) il rosso evoca la passione, il dinamismo, il sesso, la carne. li giallo figura l'azione, l'intelligenza l'espansione, il sole, l'oro", è un'immagine martellante, che dai e ridai ti entra in testa, per poi entrarti, più sottilmente, nei consumi. Basta girare nei pressi d'un qualsiasi McDonald's per renderesene conto: flotte di bambini che sventolano McBandierine come se fossero i più bei giocattoli, ventenni munite di McPalloncino (fa trendy!), insegne di McDonald's ovunque (binari del treno, stadi, fermate dell'autobus, autobus stessi...), più alcune specialità ad urbem, come a Venezia e in altre grandi città ove schiere di McPromoters regalano ai turisti preziosissime cartine della città munite d'elenco di chiese, musei e... i McDonald's.
Mc Donald's non deve essere però preso come unico, grande nemico. Esso è piuttosto un simbolo, un'icona dell'anfico sfruttamento delle multinazionali su uomo, natura, cultura. Qua sotto riportiamo un breve elenco d'altre multinazionali criticate globalmente per la loro politica particolarmente aggressiva, estratto da Kill a Multi n.1 (vedi il solito sito http://www.tmcrew.org/). Il funzionamento è simile, con le dovute differenze, a quello di McDonald's. Al centro delle strategie di marketing, i sondaggi di mercato, Freud al servizio dell'industria.
Nestlé: da anni è in atto contro d'essa un boicottaggio internazionale a causa dei latte in polvere venduto ingannevolmente nei paesi dei terzo mondo, che ha già causato centinaia di migliaia di morti per malnutrizione. A queste critiche si sono aggiunte da un paio d'anni quelle relative al presunto uso di sostanze geneticamente modificate (OGM). Il suo fatturato di questa multi è in crescita esponenziale.
Nike; ma anche Reebok, e Adidas, sono accusate di essere le principali complici dello sfruttamento dei lavoratori, bambini compresi, in molti paesi del terzo mondo. Di queste multi se ne sono occupate saltuariamente anche i media; Repubblica dei 24 dicembre 1999 riportava anche in prima pagina la notizia con tanto di foto della protesta a Giakarta (Indonesia) di ottomila operai Nike per un aumento di stipendio, attualmente inferiore alle 100000 lire mensili per 60 ore alla settimana tra colle e solventi, e per protestare contro il licenziamento di 43 operai "rei" d'aver chiesto alla fabbrica un trattamento salariale migliore. Repubblica riporta anche la notizia dei precedenti Nike per l'uso di bambini - schiavi che lavoravano nelle aziende appaltatrici dei suoi prodotti. Più approfonditamente, L'Express (23-9-99), settimanale francese, ha dedicato 5 pagine al duello commerciale Nike - Adidas, sottolineando come ambedue paghino gli stessi salari ai loro dipendenti indonesiani: circa 63000 lire mensili (meno quindi di quanto affermato da Repubblica), con Adidas che paga 1500 l'ire in più rispetto a Nike ... Leggete l'etichetta: made in Tailandia, in Hong Kong, in China, in Philippines... non casualmente. Inoltre la Nike, assieme a McDonald's, è la maggior promotrice dell'(anti) cultura del simbolo.
Watt Disney: come già molti sanno, non è solo il tenero compagna dei più piccoli, l'inventore di Topolino e amici. Essa è una multinazionale con sedi in tutto il mondo che produce magliette, pupazzetti, videocassette e innumerevoli gadjets. Ha, guarda caso; ottime relazioni commerciali con McDonald's (l'audience è simile). Motti dei pupazzetti degli happy meal sono spesso i personaggi più in voga tra i più piccoli, sfornati dalle ultime produzioni cinematografiche Disney. Ha un forte controllo massmediatico, essendo proprietaria di parecchie reti televisive. E' inoltre accusata internazionalmente di finanziare il governo dittatoriale di Burma, col quale ha stretti legami economici (per maggiori informazioni, vedi il link Kill a Multi su http://www.tmcrew.org/).
Una casistica delle più disparate azioni, progetti, proposte volte al fine di porre un freno, se non addirittura una retromarcia, alla McInvasione. Una summa che ha la pretesa di spingere a una rivolta globale alla globalizzazione distruttrice di cultura, differenze, umanità. Ci siamo permessi di dare più spazio al caso Bové, in omaggio a questo contadino francese attualmente in prigione per essersi opposto in maniera eclatante, trattore alla mano e folla al seguito, alla costruzione dell'ennesimo McDonald's.
Manifestazioni ed altre (forti) espressioni di dissenso. Sono sicuramente quelle a più elevato impatto massmediatico, le più coreografiche, spettacolari, coinvolgenti. Vanno organizzate a tavolino, valutandone ovviamente pregi e rischi. Occorre innanzitutto chiarezza, occorre che la gente, il passante, capisca cosa sia in atto, e perché sia in atto.
La più clamorosa protesta anti McDonald's, la cui notizia fu massmediaticamente diffusa in ogni parte del globo grazie all'uso di Internet, fu lo smontaggio di un McDonald's in costruzione ad opera di oltre trecento persone, metà contadini aderenti alla Confederation paysehne, metà cittadini a loro solidali, "capitanate" dal contadino situazionista José Bové. Tutto accadde il 12 agosto 1999, come protesta per le ritorsioni americane contro i prodotti agricoli francesi, in particolare il formaggio roquefort. Un passo indietro. Nel febbraio 1988, la caritevole e democratica Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC) condannò l'Unione Europea per essersi rifiutata d'importare la gustosissima carne agli ormoni dello zio Sam. Scaduti i termini per mettersi in regola, l'OMC (leggi Stati Uniti) come ritorsione piegò a una sovratassazione dei 100% una lunga serie di prodotti europei, tipici e genuini, ogni qual, volta essi entrano negli USA. Tra questi, appunto, il roquefort (prodotto nella zona dove avvenne la protesta), che nel paese della libertà passò da 30 a 60 dollari al chilo. Insomma, un "democratico" modo per impedirne la vendita. E così fu protesta. McDonald's venne preso di mira -guarda un po'- come simbolo dell'agricoltura e dell'alimentazione industriale che annulla cultura, gusto, salute e tradizioni per vendere un prodotto standardizzato, neutro, portatore solo dei suo grigiore esistenziale, della sua precisione così simile a un bullone, a una vite appena uscita da una fabbrica. Per l'azione José Bové venne arrestato assieme ad altri contadini. Incarcerato, fu temporaneamente liberato, uscendo di prigione come un eroe, grazie a un'imponente campagna di solidarietà che da locale divenne internazionale (cercando in rete Confédération paysenne o José Bové si può aderire alla campagna d'appoggio degli imputati). Per chi ne volesse sapere di più su questa bella fiaba contro globalizzazione, McDonald's e OGM, una fiaba che vive e lotta ancora (come tutte le belle fiabe), consigliamo vivamente l'opera scritta dallo stesso Bové assieme al portavoce della Confederation paysenne, Francois Dufour, dal singolare titolo "Il mondo non è in vendita", (Feltrinelli).
Anche l'Italia enumera episodi simili; a Napoli, fine 1998, un corteo dei Movimento Antagonista attacca un McDonald's; il giorno seguente il portavoce di McDonald's Italia afferma nelle interviste che la sua azienda viene erroneamente (?) identificata con l'imperialismo USA nel mondo. A Locarno, il 16 settembre, in occasione della Giornata mondiale anti McDonald's di cui tra breve parleremo, una cinquantina di studenti dei Liceo di Locarno che fanno parte del Kollettivo Studentesco ed una quindicina di giovani del csoa il Molino di Lugano hanno occupato la sede della multinazionale in pieno centro e distribuito volantini ai passanti. Alla presenza di stampa e televisione il gruppo è entrato nell'edificio e dopo essersi seduti ai tavolini ha estratto ortaggi freschi ed ha dato avvio ad uno spuntino al naturale (http://www.disinfo.net/). Nel 1995, nell'ambito della 11a giornata mondiale anti McDonald's (World Food Day), si sono avute manifestazioni pacifiche di protesta un po' in tutto il mondo: In Inghilterra sono stati volantinati oltre 600 McDonald's, e alla protesta hanno aderito anche alcuni McImpiegati, lamentandosi per le loro basse paghe. Nel West Midiands i volantini What's wrong with McDonald's sono stati usati dagli attivisti anche per incartare e distribuire hamburger vegetariani. Nel cuore dei McWorld, l'americanissima America, hanno aderito alla protesta anche personaggi dello spettacolo, come Paul McCartney e George Harrison, i quali hanno tra l'altro devoluto una somma consistente di denaro alla campagna per il processo McLibel.
Coreografica anche la protesta norvegese, ove, a Oslo e a Trondheim, sono stati contraffatti McPalloncini e distribuiti ai bambini, oltre all'immancabile volantinaggio. A Parigi, un picchetto ha animato per tre ore gli Champs Elysees, con cartelloni, bandiere antiMc, controinformazione. La Giornata Mondiale anti McDonald's si svolge ogni anno in concomitanza con la Giornata Mondiale per l'Alimentazione indetta dalle Nazioni Unite ed è promossa dal sito http://www.mcspotlight.org/
Alla scorsa edizione ci furono 425 proteste-picchetti in 345 città in 23 paesi, dall'Australia al Brasile, dall'Europa dell'Est all'est asiatico. Ultime azioni riportate dai media sono state da una parte l'azione contro le condizioni degli animati allevati in batteria, in Inghilterra, organizzata dalla PETA ed altre associazioni animaliste, che hanno distribuito un happy meal fuori da McDonald's, cioè confezioni del tutto simili a quelle dell'happy meal, ma coperte da immagini di animali sgozzati e contenente una bambolina insanguinata. Dall'altra l'azione semidistruttiva nei confronti del McDonald's nella centralissima piazza Venceslao di Praga, che in quel giorno di manifestazione globale contro la globalizzazione economica ha ritrovato in parte la sua primavera. E questo nonostante un generale silenzio di giornali e televisioni; questi sembrano infatti preferire un altro genere di Mc Protesta, più anonimo e singolare, come ad esempio il sequestro di molti Ronald McDonald, i megapupazzi plasticati che kitschiano ulteriormente molti ingressi dei fast food. E' il caso dei Corriere della Sera del 16 aprite 1998, che ci informa "(...) esemplari di Ronald McDonald, il clown in fibra di vetro alto due metri e mezzo che troneggia nei fast food McDonald's di tutto il mondo, che con un'azione di 'terrorismo demenziale' è stato sottratto alcuni giorni fa dai ristoranti di Boussy-Saínt-Antoine (Essonne) e di Bríe-Comte-Robert (Seine-Mame). Un operazione di sabotaggio che ora rischia di estendersi in tutta Europa (...)Ma le difficoltà per la più grande catena di fast food mondiale non si limitano alla Francia. Negli Stati Uniti è cominciato il primo sciopero della storia dei dipendenti McDonald's: a Macedonia , nell' Ohio, sei giovani attuano un picchetto davanti al locale. Innalzano cartelli con le scritte "Sciopero" e "Suonate il clacson" per denunciare la durezza delle condizioni di lavoro." Anche in Italia, e in modo ancor più divertente, si è attuata questa strategia; E' il mensile Terre di mezzo (Marzo 1999) a raccontarcelo: "In Italia gli eco-terroristi anti-hamburger sono entrati in azione il 27 febbraio a Milano, in uno dei 30 McDonald's della città. A firmare è stato il sedicente gruppo "Eco-warriors Italia". I rapitori hanno agito con tutti i crismi dell'anonima sequestri comunicati stampa inviati ai giornali, un orecchio (di plastica!) depositato all'Ansa in una busta con la minaccia "facciamo sul serio!" e le condizioni dettate per la liberazione di Ronald. (...) Il pupazzo è stato rilasciato sano e salvo il 5 febbraio, dopo una settimana di prigionia, davanti al McDonald's di piazza Duomo; la faccia dipinta di nero e una lattuga in mano." Altra azione, questa da guinness dei primati, è stata l'occupazione per 552 giorni, ventiquattr'ore al giorno di un pub destinato a trasformarsi in un McDonald's, a Hinchley Wood, Inghilterra. Tutto iniziò il 13 dicembre 1998, quando motti residenti occuparono il parcheggio dei loro amato pub, The Hinkley Wood, con roulotte e caravan. Il motivo? Il loro luogo di ritrovo doveva essere trasformato in un McDonald's. Dopo 18 mesi di controversie e una determinata opposizione dei residenti, che si costituirono in Residents Against McDonald's (RAM), la multinazionale piegò il capo e restituì il pub ai proprietari precedenti (fonte, http://www.mcspotlight.org/).
Nell'era digitale, estese manifestazioni di dissenso possono avvenire anche in modo virtuale; lasciando perdere hackeraggi e cose simili, esistono dei modi abbastanza semplici per farsi sentire. Ad esempio, abbiamo notizia certa che molte persone hanno protestato via e-mail contro la brillante idea di Repubblica di collaborare con McDonald's per aumentare le rispettive vendite (patatine da McD a 1000 lire a chiunque abbia la copia del giorno di Repubblica... ). Le proteste sono state indirizzate alla casella di posta elettronica di Repubblica e all'agenzia pubblicitaria dei quotidiano. Per lanciare proteste virtuali in rete occorre inviare la proposta ad una delle varie mailing list che si occupano tra le altre cose di boicottaggio, ecologia, etc. Molte ne potrete trovare sul sito http://www.ecn.org/.
Controinformazione. Per quanto riguarda la controinformazione, essa deve essere il più possibile semplice, diretta, mirata. Insomma, un'antipubblicità (ovvero informazione che smaschera il trucco, l'inganno teso a fine commerciali) che ricorre, per ottenere il massimo effetto, a strategie pubblicitarie (appunto semplicità, impatto emozionale, pubblico mirato... con l'esclusione ovviamente dell'inganno).
Per quanto riguarda i volantini, ad esempio, andranno create almeno due versioni; una per bambini, in un linguaggio elementare, disegnato, che accenni anche all'inganno pubblicitario di cui quotidianamente sono vittime; l'altra per quelli un po' più grandicelli, in un modo più dettagliato, approfondito, contenente magari l'indirizzo Internet di un sito antiMc, come quello di Tattical Media Crew (www.tmcrew.org/mcd/index.html), ove tra l'altro potrete trovare già pronte le due versioni bambino/adulto del volantino. Prima di fotocopiare l'originale, non dimenticate di scrivere in un angolino il f.i.p. (dove avete fatto le fotocopie, casa vostra o associazione o indirizzo della copisteria) e la data. Altro mezzo di controinformazione, forse ancora più diretto, è l'adesivo. Almeno nelle grandi città, capita spesso d'incontrare, sulle pareti, sui pali, etc. qualche adesivo antiMc, a volte banali, a volte geniali. Applicabile ovunque, si consiglia in luoghi visibili ma non fastidiosi allo sguardo dei passante, esso dona un'informazione essenziale tramite un'immagine significativa accompagnata o meno da uno slogan, oppure uno slogan soltanto. Fare gli adesivi da soli è molto facile! Prendi un pacco da 100 fogli A4 adesivi (Costo 15-18mila, nei negozi per ufficio) e, dopo aver creato un 'prototipo' (l'originale contenente 4 o più potenziali adesivi), fotocopiatelo in una copisteria sui vostri fogli adesivi. Ritagliateli, se volete incideteli sul retro con un taglierino (si staccano meglio) e... contaminate la città. Se si vuole risparmiare ulteriormente, fotocopiate il prototipo su fogli normali, ritagliateli, e dietro ogni foglietto attaccate un pezzetto di nastro biadesivo che sostituirà il foglio adesivo. Sul sito di tmcrew (vedi sopra) o ancora meglio sul 'sito ufficiale' anti mcDonald's http://www.mcspotlight.org/ potrete trovare moltissime immagini da uttilizzare, tenendo però sempre a mente che il miglior alleato contro il McWorld è la fantasia. Gli adesivi, per la loro intrinseca immediatezza, possono puntare su vari aspetti, lasciando motto spazio al gioco concettuale, alla demistificazione dell'idolo pubblicitario in modo ironico e caustico.
E' in questo senso che lavora Adbusters (http://www.adbusters.org/), un'enorme banca dati e base operativa per la sovversione della pubblicità, che pubblic a anche una rivista trimensile (chiedere copia a Adbusters Media Foundation, 1243 W 7 th Avenue, Vancouver, BC V6H 1B7, Canada). Sul sito, nel link spoof ads/food, si possono trovare velenose parodie di pubblicità McDonald's.
Altro efficace metodo di sensibilizzazione è quella che tocca gli esercenti e gli abitanti nell'entourage di McDonald's. Occorre puntare sui concetti di degrado urbano che la presenza di un McDonald's può portare, a discapito del commercio, della popolazione e forse maggiormente dell'humus storico-culturale. I centri storici italiani, anche se motti italiani stessi l'ignorano, sono ammirati in tutto il mondo, e questo spiega il perché l'Italia sia ai primi posti in fatto di turismo culturale. Frutto di una stratificazione plurisecolare, portano segni dei mondo romano, del primo medioevo, del medioevo citadino fatto di botteghe e torri, del rinascimento, dei fasti barocchi e poi via, via, fino al nostro secolo. Ed ecco spuntare come funghetti colorati qua e là McDonald's verniciati a fresco, simboli di una non cultura distruttrice di cultura, di storia, di differenze. Una rivista d'architettura del calibro di L'a (XLV, P.439) ci racconta che "La società McDonald's lega la sua immagine al rapporto qualità - prezzo. I suoi ristoranti sono diffusi in tutto il mondo secondo un prototipo di arredamento che spesso rasenta il kitsch".
Con queste e altre iniziative, a Roma molti esercenti si sono mossi in questo senso contro l'apertura di un McDonald's nella centratissima piazza di Spagna, mentre nel Comune di Casamassima (Ba) è stata l'amministrazione comunale stessa a fermare McDonald's che voleva insediarsi sul suo territorio.
Prevenzione. Per quanto riguarda la prevenzione, e, su un'altra onda, il perfezionamento della critica, occorre acquisire e diffondere una corretta interpretazione dell'immagine pubblicitaria (distorta, falsificata) che ci bombarda. Andrebbero creati dei vadecum di difesa dalla pubblicità, svelandone la sottilissima violenza, le tecniche segrete, le indagini del mercato, le promozioni, etc., perché è solo una coscienza di tutto ciò che ci può rendere immuni a questo bombardamento di missili intelligenti, gli unici che esistono. Una liberazione dalla pubblicità che tocchi il McDonald's ma che non si fermi ad esso, che entri insomma nella vita quotidiana, tramite piccoli gesti quali l'affiggere sulla propria cassetta delle lettere un bigliettino con scritto "Non inserire pubblicità" al rifiutarsi d'inserire i dati ad ogni promozione che ci arriva a casa, fino all'installare sul proprio computer programmi che, navigando in Internet, impediscano il caricamento di pubblicità (uno di questi programmi è scaricabile gratuitamente in http://www.junkbuster.com/ ) Conoscere alcuni meccanismi pubblicitari, la loro inconscia potenza, può essere poi utilissimo per i volenterosi che vorranno fare una contromossa. Occorre innanzitutto non essere prevenuti; questo libretto, per intenderci, è stato quasi tutto costruito su materiale della McDonald's, prelevato assiduamente (e tappandoci il naso) all'interno di vari fast-food, e grazie a questo materiale s'è potuta ricreare una breve iconografia (le parole d'ordine, le facce sorridenti, i bambini felici...). Insomma, il materiale pubblicitario, rovesciato, è l'arma migliore contro il mondo alla McDonald's. Tra i due opposti, la conoscenza e la fantasia. la conoscenza, appunto, come banca dati, come elemento base della prevenzione, dello smascheramento; guardiamo per esempio alcune pubblicità della McDonald's o ancora meglio il suo sito Internet, sembrerà di avere a che fare con un'associazione ambientalista o per la lotta alla tal malattia, raccolta fondi per questo e per quello. Ma noi, con la nostra conoscenza, sappiamo che questa nient'altro è che un'astuta e cinica tecnica pubblicitaria. Lo stesso vale per il discorso alimentare: lo, mamma, come posso sospettare che il cibo di Mc non sia genuino quando Mc finanzia una guida per la corretta alimentazione; lo mamma come posso pensare che Mc sfrutti i miei figli quando finanzia centri per l'infanzia? Mc vuol bene ai bambini! Ed è sulla materia conoscitiva che la fantasia plasma le forme ludico-concettuali della rivolta; come già detto a proposito di adesivi, giocando sui McSlogan e le McImmagini è possibile creare falsi volantini pubblicitari, manifesti, etc, in cui ognuno è libero di dar sfogo alla propria energia (antitetica alla passività del McWorld) creatrice (e liberatrice). La sopracitata organizzazione no-profit Adbusters (http://www.adbusters.org/), può essere un'ottima palestra per ricaricarsi di fantasia, aspettando la creazione di un tal sito anche da noi. Consigliata è anche la lettura di Non e vero! Di E. Defalchi (ed.Odradek), manuale pratico di disordinazione urbana.
Per concludere un testo su McDonald's, è d'obbligo un'ovvietà. La cosa più semplice per combattere il McWorld è il non farvi parte, per quanto vi è possibile. McWorld's l'abbiamo capito, non è solo McDonald's, è tutto quanto segue la legge del più forte, e schiaccia sempre il più debole. Non è cattivo, è biologicamente economico, unico credo il profitto. E' la monocultura della globalizzazione che viaggia indisturbata sui canali televisivi e che pian pianino muove i primi passi in rete, è il consenso della psichiatria pubblicitaria, è la disumanità.della macchina economica creatrice di falsi desideri e paure, è il fast food dell'ovvio e del numero: un fast food da boicottare.
martedì 15 marzo 2011
Maestri dell’Inganno, Puppets del Potere
di Francesco Carbone
Eccoci qua, come era prevedibile è bastata meno di una settimana perchè i pupazzetti che gestiscono l’informazione ricevessero gli ordini dai gran maestri del truffone di ribaltare cause con effetti e vendere al pubblico le solite balle.
Uno degli escamotage più efficaci per tenere costantemente le masse nella confusione economica più totale, è quello di ribaltare le cause con gli effetti. La maggior parte delle menzogne vengono raccontate proprio seguendo questo semplice schema di inversione causa ed effetto. Marx fu uno dei primi a scoprire il trucco, Keynes imparò in fretta. Entrambi vengono ancora osannati. …
In questi giorni possiamo constatare l’ultimo clamoroso esempio di questa subdola arte della retorica e dell’inganno: stando agli incartapesce non è più l’aumento del costo della vita ad avere spinto le popolazioni affamate del nordafrica alla ribellione ma è la ribellione di popolazioni finalmente in cerca di democrazia a creare l’inaspettato shock di prezzo che sta costrigendo la BCE ad alzare i tassi! E quindi, grazie all’inversione di causa ed effetto, la colpa dell’aumento delle rate del mutuo diventa magicamente colpa dei libici!!!
Vergogna. Vergogna. Vergogna. Una bassezza intellettuale che non ha limiti. Non possiamo farci prendere per i fondelli in questa maniera da una manica di babbuini economicamente analfabeti. Anche la decenza ha un limite. A mio avviso è stata superata.
Contemporaneamente il sistema monetario a denaro FIAT sostiene l’espansione del leviatano a ulteriore privazione delle libertà individuali e così facendo genera impedimenti sempre più significativi nelle capacità del sistema economico di generare benessere e ricchezza. Se tale sistema è potuto andare avanti per quasi un secolo elavando lo standard di vita di ognuno di noi è solo grazie alla ancora più forte capacità creativa dell’essere umano che si realizza tramite la funzione imprenditoriale.
Tuttavia la crisi dell’interventismo economico è arrivata ad un apice che difficilmente lascia spazio per ulteriori benefici. I danni oramai sembrano oramai insormontabili. Si prospettano sussidi per milioni di persone, serviti sulle tavolette Ipad dell’Apple o di qualche concorrente. Speriamo di avere anche il dessert, ovviamente servito sugli iPhone o uno smartphone equivalente.
http://riechoblog.wordpress.com/2011/03/14/maestri-dellinganno-puppets-del-potere/
per gentile concessione di : http://riechoblog.wordpress.com/
“Se dici una menzogna enorme e continui a ripeterla, prima o poi il popolo ci crederà. La menzogna si può mantenere per il tempo in cui lo Stato riesce a schermare la gente dalle conseguenze politiche, economiche e militari della menzogna stessa”. Joseph Goebbels, gerarca nazista.
Eccoci qua, come era prevedibile è bastata meno di una settimana perchè i pupazzetti che gestiscono l’informazione ricevessero gli ordini dai gran maestri del truffone di ribaltare cause con effetti e vendere al pubblico le solite balle.
Uno degli escamotage più efficaci per tenere costantemente le masse nella confusione economica più totale, è quello di ribaltare le cause con gli effetti. La maggior parte delle menzogne vengono raccontate proprio seguendo questo semplice schema di inversione causa ed effetto. Marx fu uno dei primi a scoprire il trucco, Keynes imparò in fretta. Entrambi vengono ancora osannati. …
In questi giorni possiamo constatare l’ultimo clamoroso esempio di questa subdola arte della retorica e dell’inganno: stando agli incartapesce non è più l’aumento del costo della vita ad avere spinto le popolazioni affamate del nordafrica alla ribellione ma è la ribellione di popolazioni finalmente in cerca di democrazia a creare l’inaspettato shock di prezzo che sta costrigendo la BCE ad alzare i tassi! E quindi, grazie all’inversione di causa ed effetto, la colpa dell’aumento delle rate del mutuo diventa magicamente colpa dei libici!!!
Vergogna. Vergogna. Vergogna. Una bassezza intellettuale che non ha limiti. Non possiamo farci prendere per i fondelli in questa maniera da una manica di babbuini economicamente analfabeti. Anche la decenza ha un limite. A mio avviso è stata superata.
Noi di usemlab da quasi dieci anni siamo diventati esperti nel rivelare al pubblico le balle economiche. Senza mai aver insozzato la pagina di pubblicità, di advertisers, di google adsense, o quant’altro, ma facendo preziosissima cultura economica al modico prezzo di qualche libro (oramai meno della metà di un pieno di una utilitaria per comprare la nostra trilogia), abbiamo offerto a tutti quanti la possibilità di comprendere chiaramente dove si annidano gli inghippi economici imbastiti per disorientare le masse e continuare a frodarle di ciò che stando alla nostra costituzione dovrebbe essere invece tutelato e incoraggiato: il risparmio.
Risparmio che in un sistema economico basato sul denaro “FIAT”, cioè creato dal nulla, senza corrispettivo reale, non può essere nè tutelato nè incoraggiato, ma anzi è costantemente minacciato, disincentivato e molto spesso distrutto. In ultima analisi, il sistema FIAT ha infatti come risultato principale quello di impoverire le masse privandole del capitale faticosamente risparmiato. Esso inoltre favorisce una iniqua distribuzione di ricchezza che supera di gran lunga la pessima redistribuzione del reddito operata dallo stato sociale.Contemporaneamente il sistema monetario a denaro FIAT sostiene l’espansione del leviatano a ulteriore privazione delle libertà individuali e così facendo genera impedimenti sempre più significativi nelle capacità del sistema economico di generare benessere e ricchezza. Se tale sistema è potuto andare avanti per quasi un secolo elavando lo standard di vita di ognuno di noi è solo grazie alla ancora più forte capacità creativa dell’essere umano che si realizza tramite la funzione imprenditoriale.
Tuttavia la crisi dell’interventismo economico è arrivata ad un apice che difficilmente lascia spazio per ulteriori benefici. I danni oramai sembrano oramai insormontabili. Si prospettano sussidi per milioni di persone, serviti sulle tavolette Ipad dell’Apple o di qualche concorrente. Speriamo di avere anche il dessert, ovviamente servito sugli iPhone o uno smartphone equivalente.
Se vogliamo uscire da questo ciclo vizioso è ora di cominciare ad imparare la scienza economica che mette ben in ordine cause ed effetti. L’unica scienza economica che fa ciò è quella studiata, approfondita e divulgata dalla scuola Austriaca di Economia. E’ grazie ad essa che possiamo capire e sapere perchè quando il denaro muore muore anche la gente. E’ grazie ad essa che possiamo sapere perchè l’oro non è assolutamente in bolla, ma è il sistema marcio basato sul dollaro e sull’euro a essere prossimo al fallimento totale.
E’ ora di sapere che l’economia è una scienza dell’azione umana e non ingegneria sociale mirata in ultima analisi a ingannare le persone depredandole dei frutti del loro lavoro.L’euro con tutti i suoi problemi sale contro dollaro, è tornato a 1.40 per il semplice motivo che il dollaro è messo ancora peggio. Il differenziale di rendimento tra euro e dollaro è ai massimi: mentre il nostro banchiere centrale, messo alle strette da un aumento dell’indice dei prezzi oramai superiore al target fissato dalla politica monetaria, ha detto di voler alzare i tassi di un quarto di punto, il banchiere centrale oltreoceano dorme sotto la barba mentre sogna il prossimo giro di quantitative easing o QE3.
Eppure il decennale irlandese oggi è arrivato a record storici del 9.77%. Quello portoghese anche al 7.65%. La Grecia è stata downgradata a Bb1 da B1, quando invece dovrebbe essere tripla D. Anzi dovrebbe essere cancellata proprio dai rating: nd, non disponibile! Bancarotta. L’America che mantiene lo status di tripla A dovrebbe fare compagnia alla Grecia. Non parliamo dell’Italia, inutile commentare.Questa è la realtà delle cose, i prezzi delle materie prime salgono e salgono da mesi, da quando hanno salvato un sistema oramai palesemente fallito, quindi non per colpa dei libici ma perchè il sistema truffone basato su monete non convertibili in alcunchè di reale ha superato l’età della pensione ed è in quello della marcescenza avanzata. Obama è oggi come Luigi XV mentre Bernanke Barbakkio è come Maria Antonietta. I gestori del truffone europeo sono un branco di burocrati che stanno socializzando l’Europa a estremi che ricordano la vecchia Russia.
Il crack up boom è sulla strada della sua più spettacolare realizzazione, una realizzazione storica che neanche Mises poteva immaginare nella realtà, scrivendo in un’epoca in cui ancora il sistema monetario aveva un barlume di senso. Però l’aveva teoricamente previsto e ci siamo sempre più vicini.Negli USA, dove a differenza di questo paese non tutte le menti sono dormienti, qualcuno si sta dando da fare per cercare di reintrodurre in zona cesarini un sistema monetario ancorato alla realtà, che preservi e favorisca l’accumulo di capitale e che difenda le libertà economiche e civili, reindirizzando la società in un contesto economico e produttivo di benessere e prosperità. In l’Utah si propone infatti il Sound Money Act. Qua in Europa di che si parla? Di far entrare nell’euro altri paese falliti dell’est europa? Ma per favore!
In questo paese non solo le menti sono ben dormienti da quasi mezzo secolo, ma quelle poche sveglie fanno esclusivamente gli interessi del potere, remando contro queste piccole rivoluzioni, parlandone come di un ritorno alla barbarie, alimentato da nostalgia e demagogia. Pazzesco. Io personalmente, dopo nove anni che scrivo e lotto contro gli inganni economici, dopo aver previsto l’ultima crisi del 2008 e praticamente già la prossima del 201x non ho parole. Solo sdegno. E voi? Voi cosa nutrite per queste vili pupazzetti che continuano a far propaganda di regime secondo gli insegnamenti di Goebbels?http://riechoblog.wordpress.com/2011/03/14/maestri-dellinganno-puppets-del-potere/
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domenica 13 marzo 2011
Come i Rothschild controllano il Quantum fund
Il Presidente del Movimento Solidarietà Paolo Raimondi, dopo aver presentato nei mesi passati un esposto alle Procure della Repubblica di Napoli, Roma, Firenze e Milano contro George Soros per l'attacco speculativo contro la lira del settembre 1992, ha distribuito, a partire dallo scorso 25 novembre, la seguente dichiarazione ai magistrati, parlamentari e giornalisti che si sono interessati al caso, per puntualizzare in maniera ancora più definitiva le denunce di cui si è fatto promotore. Sono venuto a conoscenza del fatto che le reti della banca Rothschild stanno cercando di ostacolare coloro che in qualche forma si oppongono alla politica di assalto piratesco della grande finanza internazionale, che prende la forma di una privatizzazione e che nella sostanza esige la svendita dell'impresa a partecipazione statale. All'inizio di ottobre avevo emesso un comunicato di denuncia del ruolo della Rothschild Italia come advisor nella privatizzazione del Banco di Napoli (La Rothschild ha svolto lo stesso ruolo nella svendita dell'ENI) identificando il nefasto ruolo di Richard Katz , già direttore della Rothschild Italia e al contempo membro del comitato esecutivo e direttore del Quantum Fund di George Soros, l'affondatore della lira nel settembre 1992. La Rothschild vorrebbe ora vantare una nuova verginità che si sarebbe rifatta semplicemente sostituendo Richard Katz al vertice della banca. Per questo ritengo opportuno aggiungere qualche altro elemento su alcune operazioni poco chiare dell'intero gruppo Rothschild, con particolare riferimento alle compenetrazioni operative tra il gruppo internazionale dei Rothschild e il Quantum Fund di Soros. Sia chiaro: è il gruppo Rothschild nel suo complesso a operare insieme al Quantum Fund. Richard Katz è semplicemente uno strumento, un predicato, di questo intreccio finanziario. Di seguito si riportano alcuni fatti salienti che non intendono essere il resoconto finale della ricerca. L'urgenza di ostacolare le privatizzazioni impone di intervenire adesso senza attendere il quadro completo. (Per evitare il gioco delle scatole cinesi secondo cui "vi sono differenti banche per differenti rami della famiglia Rothschild", si fa notare che, mentre i legami e le copartecipazioni sono sempre esistite, il 27 ottobre i vari rami bancari-finanziari si sono ufficialmente riuniti per ridefinire una strategia ed un vertice comuni). I legami dei Rothschild con il Quantum Fund di George Soros risalgono a prima della creazione del Quantum Fund N.V. la cui sede centrale è a Curaçao, nelle Antille Olandesi. Negli anni settanta George Soros insieme al socio Jim Rogers ha lavorato per la Arnold & S. Bleichroeder ,Inc. e per il Bleichroeder Fund, finanziaria che operava in sintonia con i Rothschild. Nel 1969 Soros lasciò in raporti amichevoli la Bleichroeder portandosi con sé un gruppo di investitori della stessa, muovendosi già allora nella direzione che avrebbe condotto alla creazione del Quantum Fund. Si fa notare che la Bleichroeder di New York è attualmente, insieme alla Citibank N.A. di New York, la principale fiduciaria del Quantum Fund. Ecco i principali personaggi dell'intreccio Soros-Rothschild: Georges C. Karlweis . Secondo quanto riportato da un ex partner di George Soros, Karlweis è stato uno dei primi partecipanti al lancio del Quantum Fund N.V.. Lo troviamo dal luglio 1985 direttore della banca N.M. Rothschild & Sons LTD di Londra, presieduta da Evelyn de Rothschild. Con Karlweis, nel comitato direttivo della banca troviamo anche Richard Katz, Edmund de Rothschild, E.L. de Rothschild, Lord Jacob de Rothschild (capi dei vari rami della famiglia), Henry Ergas, che conduce l'uffico di Roma, e il noto Alfred Hartmann. Nel 1988 Karlweis figura come direttore della Banque Privée di Ginevra di Edmund de Rothschild. Nel 1991-92 è nel consiglio di amministrazione della Rothschild Bank AG di Zurigo del Barone Elie de Rothschild, presidente della banca di cui Alfred Hartmann ne è il vice presidente. Karlweis è stato anche coinvolto nelle operazioni sporche del mafioso e trafficante di droga Robert Vesco, come la grande truffa dell'International Overseas Service (IOS) creato da Bernie Cornfeld e con sede in Svizzera. Con l'IOS lavorò anche il nostro Beniamino Andreatta, collaboratore di Prodi e attivo partecipante nell'incontro sul Britannia del 2 giungo 1992. Attualmente Karlweis è direttore della NM Rothschild & Sons, vice presidente della Banque Privée di Ginevra e presidente della Banque de Gestion Edmond de Rothschild del Principato di Monaco. Richard Katz. Direttore del Quantum Fund. In un resoconto pubblico del Quantum Fund del 1993 figura anche come membro del comitato esecutivo. Il suo rapporto con i Rothschild è di lunga data. Lo troviamo nel 1988 ad esempio nella lista dei direttori della N.M. Rothschild & Sons LTD di Londra, guidata da Evelyn de Rothschild. Sulla stessa lista si trovano Georges Karlweis, Alfred Hartmann, Herny Ergas (direttore della filiale Rothschild a Roma) e Lord Jacob de Rothschild, presidente della St. James Place Capital, banca d'affari di Londra. Lo stesso anno Katz figura come direttore capo degli investimenti della Rothschild (NM) Asset Management, responsabile del portafoglio esteri della Rothschild (NM) Fund Management LTD. Almeno fino al 1993 è direttore della Rothschild Italia insieme a Sir Derek Thomas. Sir Thomas è stato ambasciatore britannico a Roma per il periodo 1987-89; nel 1990 diviene direttore della Rothschild Italia e della Rothschild Europa, consigliere europeo per la N.M. Rothschild & Sons, di cui è direttore dal 1991 ad oggi. Sir Thomas dal 1991-92 è uno dei massimi dirigenti del British Invisibles, gli organizzatori del meeting sul Britannia il 2 giugno 1992. (Del British Invisibles parleremo oltre). Nils O. Taube. Direttore del Quantum Fund. Nel resoconto pubblico del Quantum Fund del 1993 figura come membro del Comitato esecutivo. Taube è socio di Lord Jacob de Rothschild, presidente della banca St. James Place Capital di Londra. Secondo il rapporto annuale della banca del 1993 egli figura tra i direttori insieme a Nathaniel de Rothschild, punto di riferimento della famiglia Rothschild negli USA e a Parigi. Nel rapporto della stessa banca del 1996, egli figura come Principal Investment Advisor (principale consigliere per gli investimenti) della banca. Nel 1988 era il direttore degli investimenti della Rothschild (J) Investment Management LTD di Londra. È doveroso sottolineare il seguente punto: nel resoconto del Quantum Fund del 1993 appaiono 8 direttori di cui 4 sono membri del comitato esecutivo. Due di questi quattro, Richard Katz e Nils O. Taube, lavorano per i Rothschild. Una coincidenza? Questi sono gli uomini che hanno agito nel 1992 per far crollare la lira sotto l'ondata della speculazione. Vediamo ora brevemente il personaggio di Alfred Hartmann . Lo abbiamo già trovato nel 1988 con Richard Katz tra i direttori del NM Rothschild & Sons di Evelyn de Rothschild Londra. Nelle stesso anno è manager generale della Rothschild Bank AG di Zurigo, presieduta dal Barone Elie de Rothschild. Nel 1991-92 ne diventa vice presidente. Nella dirigenza della stessa banca troviamo Georges C. Karlweis e il Dr. Jürg Heer, famoso anche in Italia. Nel 1992 Jürg Heer dichiarò di aver pagato 5 milioni di dollari ai killer mafiosi di Roberto Calvi. Nella Relazione di Minoranza della Commissione d'inchiesta sulla P2 del sen. Pisanò (p.121) si legge che il 22 aprile 1981 la banca Rothschild di Zurigo fondò a Monrovia (Liberia) una società di nome Zirka per conto di Umberto Ortolani e Bruno Tassan Din. Otto giorni dopo il Banco Ambrosiano Overseas di Nassau (ex. Cisalpine) erogò a favore della Zirka 95 milioni di dollari che vennero subito trasferiti a Zurigo presso la Rothschild Bank. E 45 dei 95 sembra siano scomparsi durante il periodo della detenzione di Calvi nella primavera-estate del 1981 (Carlo Palermo, Il quarto livello», pag. 245). Nei resoconti bancari svizzeri del 1987-88 Alfred Hartmann figura un po' dappertutto. È direttore della banca The Royal Bank of Scotland AG di Zurigo, direttore della Lavoro Bank di Zurigo (controllata dalla Banca Nazionale del Lavoro), della banca del Gottardo di Ginevra, della finanziaria Creafin di Zurigo, e presidente della Banque de Commerce e de Placements SA (BCP) di Ginevra. La BCP era posseduta dalla Bank of Credit and Commerce International (BCCI), la banca internazionale del riciclaggio, delle operazioni del traffico di armi e di droga utilizzata dai servizi britannici e dalle reti di Bush-North dell'Iran-Contras per operazioni sporche. La BCCI, che controllava anche la Italfinance International Spa di Roma, fu chiusa a seguito di un'indagine condotta dalle autorità americane. Le verità più scottanti di quella vicenda non vennero mai alla luce perché George Bush decretò tutta una serie di insabbiamenti. Queste coperture favorirono anche Hartmann che si dovette dimettere dalla Lavoro Bank, ma lo troviamo allegramente vice presidente della Rothschild AG di Zurigo nel 1991. Rothschild Italia. È da questi interessi che la Rothschild Italia Spa di Milano, filiale della MN Rothschild & Sons di Londra viene creata nel 1989. Richard Katz ne è stato direttore , in particolare durante le operazioni speculative contro la lira del Quantum Fund del 1992 (di cui è direttore e membro del comitato esecutivo). Nel 1990 era direttore della Rothschild Italia anche sir Derek Thomas , ex ambasciatore britannico a Roma nel periodo 1987-89 e dal 1990 ad oggi figura chiave del British Invisibles, oltre ad essere direttore dal 1991 della NM Rothschild & Sons LTD di Londra. Thomas condivide attualmente questa posizione nella banca di Londra con personaggi eccellenti quali Lord Wakeham, già presidente della Camera dei Lords e membro del governo in più occasioni, Norman Lamont, che i Rothschild "prestarono" alla politica nel 1972 passando attraverso parecchi ministeri economici fino a diventare ministro del Tesoro nel 1990 per fare poi ritorno alla "casa madre" nel 1993. Secondo i resoconti del 1996, boss della banca Rothschild Italia è Eric de Rothschild, che figura tra i direttori della NM Rothschild & Sons di Londra, mentre il direttore è Stefano Marsaglia, che proviene dalla Cir di De Benedetti. British Invisibles (BI) . Sono gli organizzatori del meeting dei banchieri della City tenutosi sul Britannia, alla presenza della regina Elisabetta II, il 2 giugno 1992 per complottare la privatizzazione dell'industria di stato italiana che doveva far seguito alla svalutazione della lira provocata da Soros e co. Citando dal discorso tenuto sul Britannia nelle acque del porto di Dublino, Irlanda, nel 1995, da Neil Jaggers, membro dell'esecutivo del BI e direttore per gli affari dell'Europa orientale, "il British Invisibles è un ente privato che ha per scopo la promozione della City di Londra". Gli "invisibles" sono i "servizi" dell'alta finanza della City. BI funziona come punto di unione tra la finanza privata e il governo britannico. BI conta attualmente 114 membri, tutta l'élite finanziaria di Londra, parecchi rappresentanti del governo e della Bank of England, la banca centrale. Naturalmente la Rothschild ha un ruolo di primo piano negli Invisibles. Ad esempio, secondo il rapporto del 1996 della BI, Sir Derek Thomas , direttore della NM Rothschild & Sons, già ambasciatore britannico a Roma nel periodo 1987-89, membro del BI dal 1992, è stato fino al 10 settembre 1996 presidente del comitato LOTIS (Liberalization of Trade in Services Committee, Comitato per la liberalizzazione del commercio in servizi). Rory Allan, della NM Rothschild & Sons, è membro del comitato del BI per l'Unione degli Stati Indipendenti ( l'ex URSS). William Lamarque, della NM Rothschild & Sons, è membro del "gruppo Cina" del BI. British Invisibles organizza seminari in tutti i punti strategici del globo appetibili alla City, soprattutto elaborando piani di privatizzazioni, apertura dei mercati alla finanza derivata, eliminazione di ogni barriera alla penetrazione del liberismo selvaggio della City. In molti casi, dice Jagger, BI ha il privilegio di usare lo yacht reale "Britannia", spesso in combinazione con le visite della regina Elisabetta II o del duca di Kent, gran maestro della massoneria di rito scozzese. Il British Invisibles nel passato ha organizzato ogni anno una decina di simili incontri; per il 1997 BI ha già prenotato il Britannia, con o senza la regina, per 20 incontri d'affari. Sulla base di quanto sopra intendo ribadire la necessità di ritirare il mandato dato dal Tesoro alla Rothschild di operare come advisor nelle privatizzazioni del Banco di Napoli, dell'ENI e di eventuali altre imprese di stato; la necessità di fermare il processo di privatizzazione in quanto basato su premesse che danneggiano l'interesse nazionale, cioè sulla combinazione Britannia-Soros, speculazione-svalutazione-privatizzazione; la necessità di continuare nelle indagini sull'"affaire Britannia-Soros" sia a livello di Procure della Repubblica che a livello di commissioni parlamentari. Regine, innominabili e mafiosi filantropicamente nel Quantum Fund Stralci del dossier pubblicato dall'EIR del 1 novembre 1996 che mettono in risalto alcuni dei collegamenti più sporchi e blasonati di Soros La rivista americana Time lo caratterizza come un "moderno Robin Hood", che ruba ai ricchi per donare ai poveri: a fare le spese delle speculazioni di George Soros sarebbero le grandi banche centrali mentre egli investirebbe i suoi guadagni nelle economie emergenti dell'est Europeo, dove promuove la sua utopia della "Società aperta", qualcosa che si spaccia come "cultura di sinistra". La realtà è che ruba a tutti per conto di un'élite ristrettissima di ricchi, e che dietro lo zuccherino delle sue imprese "filantropiche" nell'Europa orientale c'è la medicina mortale della "terapia shock" somministrata alle economie dell'est da quelli della sua cordata, dal professorino di Harward Jeffrey Sachs allo svedese Anders Åslun, con i quali ha ampiamente collaborato Romano Prodi. L'idea di fondo della "società aperta" è creare le precondizioni necessarie per l'acquisto a prezzi stracciati delle immense proprietà minerarie e d'altra natura che costituiscono l'ultima ricchezza tangibile di tutto i paesi ex comunisti. Per questo le sue 19 fondazioni diffuse nei paesi dell'Est fanno proficua opera di conversione degli ex marxisti in liberisti dell'ultima ora. Basta pagare. Soros salì alla ribalta mondiale nell'autunno 1992, quando orchestrò un'ondata speculativa contro la lira e la sterlina per frantumare il Sistema Monetario Europeo. Disse di essersi messo in tasca, solo speculando sulla sterlina, oltre un milione di dollari. Con la lira fatta a pezzi, i suoi amici in Italia si scatenarono per vendere le partecipazioni statali agli acquirenti stranieri che, anche nella molto improbabile prospettiva di un prezzo equo in lire, avrebbero sborsato il 20-30 per cento in meno del dovuto. Come abbiamo documentato più volte, non fu un'occasione fortuita, ma fu una trappola ordita a bordo del panfilo della corona inglese Britannia, al largo di Civitavecchia il 2 giugno del 1992, quando Mario Draghi e Beniamino Andreatta guidarono un incontro dei grand commì nostrani con i rappresentanti delle grandi banche inglesi tra cui la Warburg e la Barclays. Gli onori di casa al centinaio di ospiti convenuti per discutere la svendita dell'Italia furono fatti dalla regina Elisabetta II. Da allora Soros si pavoneggia nel suo alone di "re Mida". Come dice lui stesso, quello che tocca diventa oro. Lo scopo è quello di egemonizzare il mondo della speculazione, far correre i polli dove lui getta il becchime. Nel 1993 lanciò un'operazione di acquisto dell'oro (diceva che la Cina aveva deciso di rimpinguare notevolmente le riserve), tutti dietro a comprare e si arrivò al rialzo del 20% del prezzo; poi, insieme al suo compare Jimmy Goldsmith, si disfece segretamente dei suoi acquisti realizzando profitti notevoli. Operazioni analoghe le ha condotte da allora in diverse piazze del mondo, specializzandosi sulle speculazioni contro le monete: ha condotto attacchi contro il marco tedesco e contro le monete della Tailandia, Malesia, Indonesia e Messico. Dietro il Quantum Fund Naturalmente il personaggio è artificiale, o meglio, è un personaggio costruito per gestire dei fondi altamente speculativi per investitori che non sono disposti ad esporsi. Il suo fondo d'investimento Quantum Fund gestirebbe somme tra gli 11 ed i 14 miliardi di dollari di depositi e, come dice lui stesso, tra gli investitori più importanti conta la stessa regina Elisabetta. Insieme alla regina non è difficile intravedere il grosso dell'oligarchia britannica ed europea. Il Quantum Fund è registrato nelle Antille olandesi con tutti i trucchi necessari per non dovere presentare alcuna trasparenza ad autorità di sorta, né sulle entità delle operazioni né sull'identità dei depositanti. Evidentemente si tratta di una "graziosa concessione" della monarchia olandese. Secondo la commissione dell'OCSE sul riciclaggio del denaro, le Antille Olandesi sono il principale centro di riclaggio del denaro della droga, soprattutto della cocaina dell'America Latina. Di americano Soros ha solo il passaporto, mentre il suo quartier generale è a Curaçao. Per evitare possibili interferenze delle autorità americane Soros non figura nemmeno tra i manager del suo fondo, e a mala pena figura sulla carta come "consulente d'investimento" attraverso la sua ditta di New York, la Soros Fund Management. Soros ha riempito la direzione del suo Quantum Fund di inglesi, svizzeri e italiani, evitando accuratamente cittadini americani. Mentre il grosso degli investimenti proviene dall'impero dei Rothschild, come è ampiamente documento nlle pagine precedenti, anche gli altri elementi del Quantum Fund costituiscono un quadro inquietante. Il più noto è Edgar De Picciotto, "uno dei banchieri più furbi di Ginevra" che figura nel Consiglio d'Amministrazione del Quantum Fund e presiede la CBI-TDB Union Banque Privée, una banca privata di Ginevra che gestisce grandi capitali sul mercato dell'oro e degli "Hedge Funds", i fondi d'investimento off-shore, soldi che quasi per definizione non possono essere più distinti dai proventi della droga. De Picciotto è praticamente da sempre socio del banchiere Edmond Safra, proprietario della Republic Bank of New York. Secondo alcune indagini questa banca è la principale esportatrice in Russia di banconote americane, per miliardi di dollari. Il fabbisogno di dollari in Russia cresce in maniera direttamente proporzionale alla criminalità che opera quasi esclusivamente con i "contanti verdi". Safra è indagato dalle autorità americane e svizzere per il riciclaggio dei proventi della droga di turchi e colombiani. La Trade Development Bank (TDB) di Safra si fuse nel 1990 con la CBI di De Picciotto, dando vita alla TDB-CBI Union Banque Privée. Anche se i termini della fusione sono mantenuti segreti, di fatto De Picciotto entrò nel consiglio di amministrazione della American Express svizzera, mentre due direttori della American Express di New York sono entrati nel consiglio d'Amministrazione della Banque Privée. Safra aveva venduto la Trade Development Bank alla American Express Inc. negli anni Ottanta. La American Express, nel cui consiglio figura anche Henry Kissinger, è stata colpita da diversi scandali per il riciclaggio del denaro della droga. De Picciotto iniziò la sua carriera sotto Nicholas Baring della omonima banca londinese che per secoli è stata la banca della famiglia reale inglese. Dopo il crac del marzo 1995 la Baring è stata rilevata dal gruppo olandese ING, anch'esso molto esposto nel riciclaggio. Si tenga presente che Peter Baring partecipò al vertice del Britannia del 1992 a Civitavecchia. De Picciotto è inoltre socio di lunga data di Carlo De Benedetti. I due figurano nel C.d'A della Societé Financière de Genève. Il motivo principale dell'uscita di De Benedetti dalla Olivetti è che ha usato i patrimoni industriali come fiches sul tavolo verde dei derivati, evidentemente perdendo. All'inizio degli anni Ottanta De Benedetti ebbe un ruolo di primo piano nella bancarotta del Banco Ambrosiano, tragicamente conclusasi con l'omicidio, secondo un macabro rituale massonico, di Roberto Calvi a Londra. Le responsabilità dell'impiccagione di Calvi sotto il ponte dei Blackfriars sono state rivendicate da ambienti Rothschild (vedi pag. 20, sotto Alfred Hartmann). Tra i numerosi scandali per riciclaggio di denaro in cui sono stati implicati De Picciotto e la sua Union Banque Privée spicca l'arresto, avvenuto nel novembre 1994, di Jean-Jacques Handali e di altri dirigenti della UBP. Secondo la Procura di Miami, Handali e la UBP costituivano la "swiss connection" in una rete internazionale di trafficanti turchi e colombiani. Tra i personaggi più legati a De Picciotto spicca Helmut Raiser, un misterioso mercante di armi che farebbe affari in società con Grigori Luciansky, il personaggio della mafia russa che controlla la holding russo-svizzera Nordex Group. Il contingente italiano nel vertice del Quantum Fund di Soros è costituito da Isidoro Albertini, titolare di una delle società d'intermediazione mobiliare più prestigiose di Milano e da Alberto Foglia che dirige a Lugano la Banca del Ceresio. Rich, Reichmann & Co. Esperti che hanno condotto inchieste su Soros per conto del Dipartimento di Stato USA affermano che almeno 10 miliardi di dollari del Quantum Fund provengono da investitori "silenziosi", che preferiscono cioè l'anonimato, e che hanno chiesto a Soros di mandare in frantumi la stabilità monetaria europea. Questo spiega perché Soros, che si vanta di avere tra i suoi investitori la regina e le principali case bancarie inglesi, abbia colpito così duramente la sterlina nell'autunno del 1992. La contraddizione apparente svanisce tenendo conto del fatto che era il modo più sicuro di mettere in pratica la decisione strategica inglese di frantumare lo SME, che è la strategia thatcheriana per eccellenza. Tra gli investitori "silenziosi" vengono segnalati Marc Rich, un mercante di petrolio e di metalli ricercato dalla giustizia americana, e Shaul Eisenberg, ex pezzo grosso dei servizi segreti israeliani che fa il mercante di armi nel Medio Oriente ed in Asia. Il governo dell'Uzbekistan gli ha interdetto gli affari nel paese dopo aver scoperto una serie di truffe e corruzioni colossali. Un altro socio di Soros è Rafi Eytan che in passato teneva a Londra i collegamenti tra il Mossad e lo spionaggio inglese. Gli affari più grandi, trattando soprattutto alluminio e petrolio, Marc Rich li ha fatti in Unione Sovietica, poi Russia, tra il 1989 ed il 1993. In quello stesso periodo il Nordex Group di Grigori Luciansky raggiunse un fatturato di miliardi di dollari vendendo soprattutto alluminio e petrolio russi. Secondo il Wall Street Journal del 13 maggio 1993 le imprese di Rich in Russia sono finite sotto inchiesta per truffa. La lista potrebbe continuare all'infinito, ma i contorni del protettore di Romano Prodi e della sua scuola "liberista" dovrebbero essere ormai chiari. [Solidarietà, anno IV n.1, febbraio 1996] L’inchiesta su Soros stana la "Banda dei cinque" L'indagine proposta dal Movimento Solidarietà è entrata nella fase calda. Ciampi &Co. dovevano sapereche nel 1992 la lira non avrebbe retto l'assalto speculativo di George Soros e sperperarono 15 mila miliardi in una difesa a dir poco sospetta "Se, come sembra, l'inchiesta su George Soros andrà avanti, Mani Pulite diventerà una barzelletta", ha dichiarato Paolo Raimondi, presidente del Movimento Solidarietà, a commento dell'incoraggiante notizia che la Procura di Roma ha avviato una nuova fase dell'inchiesta sullo speculatore internazionale. Raimondi era a Roma per una serie di consultazioni alla fine di gennaio, nei giorni in cui alcuni quotidiani davano grande risalto al contenuto dell'esposto con cui il Movimento Solidarietà aveva fatto avviare l'inchiesta. "Noi non crediamo alle battaglie politiche per vie giudiziarie", ha aggiunto Raimondi, che ha proseguito: "La nostra iniziativa è stata concepita per organizzare e stimolare la riscossa di tutte le forze che si oppongono alla politica di distruzione dell'economia nazionale imposta dal FMI, da Maastricht e dai mercati finanziari guidati da Londra". Come Solidarietà ha riferito più volte, l'esposto presentato da Raimondi e Claudio Ciccanti (segretario del Movimento Solidarietà) chiede di verificare se l'attacco alla Lira del settembre 1992, che fece uscire la nostra moneta dal Sistema Monetario Europeo svalutandola del 30%, facesse parte della stessa strategia discussa sulla riunione del "Britannia" il 2 giugno dello stesso anno. Sul Britannia erano infatti riuniti i principali banchieri della City per conto dei quali George Soros condusse la speculazione contro la Lira. Alcuni di loro poi parteciparono alla grande svendita chiamata privatizzazione, chi direttamente chi in consorzio con altri alleati della City. Nell'esposto si chiede di appurare se Soros, nel suo attacco alla Lira, abbia goduto di notizie riservate di fonte italiana. Rimane infatti un mistero il comportamento delle nostre autorità monetarie che, sapendo già dal maggio precedente di non poter reggere all'attacco speculativo, riversarono nell'inutile difesa della Lira 48 miliardi di dollari per poi capitolare. Invece, quel comportamento fece guadagnare a Soros 280 milioni di dollari in una settimana e forse molto di più. La perdita secca per le casse della banca centrale, che ha dovuto riacquistare le riserve di valuta a Lira deprezzata, è stata calcolata in circa 15 mila miliardi di Lire, una mini-finanziaria. L'accusa di complicità sembra concretizzarsi già nella prima fase dell'inchiesta (che procede a Napoli e Roma, mentre Firenze e Milano si sono fatti da parte per motivi diversi), almeno nei confronti di uno dei timonieri della Lira nel settembre 1992, Piero Barucci, allora ministro del Tesoro e membro della "Banda dei cinque" che controllava la politica monetaria (gli altri erano l'allora capo del governo Giuliano Amato, l'allora e attuale Direttore Generale del Tesoro Mario Draghi, l'allora governatore di Bankitalia e attuale superministro dell'Economia Carlo Azeglio Ciampi e l'allora Direttore di Bankitalia e attuale ministro degli Esteri Lamberto Dini). Infatti, come ha rivelato il Corriere della Sera in un ampio servizio del 27 gennaio, dedicato all'inchiesta sollecitata dal Movimento Solidarietà, Barucci è oggi presidente della AFV, una società di intermediazione finanziaria (sim). Il guaio dell'AFV non è solo che essa svolge attività speculativa, ma che la lettera "F" sta per Alberto Foglia, fondatore della AFV e nientepopodimenoche presidente del consiglio di amministrazione del Quantum Fund di George Soros! Lo stesso quotidiano di via Solferino sottolinea la precaria posizione di Barucci quando, nel riferire il testo dell'esposto (vedi riquadro), elenca i nomi di consiglieri del fondo di Soros e nota che Alberto Foglia è "partner nella Sim ora presieduta da Barucci". Naturalmente, dato che le indagini, proprio per la loro serietà, sono coperte dal massimo riserbo, non è dato sapere di più. Ma non è difficile immaginare lo stato di disagio in cui si trovano attualmente il Barucci e il resto della Banda dei Cinque, indicato dal modo in cui si è verificata una prima, agitata reazione alle "cattive" notizie giudiziarie. Ciampi scende in campo In una evidente contromossa, i protagonisti del Settembre Nero della Lira hanno anticipato la "loro" versione dei fatti. Come se avesse letto in anticipo il servizio che doveva uscire l'indomani, domenica 26 gennaio, Ciampi si è sentito in dovere di spiegare il comportamento della Banca d'Italia in quella crisi. Si badi bene: finora, dopo quattro anni e mezzo, Ciampi non aveva speso una parola sull'argomento. Parlando ad una riunione degli operatori di cambio (quindi tra galantuomini), l'attuale vero capo del governo Prodi ha dapprima scaricato ogni responsabilità: egli non fece che obbedire agli ordini del governo. "Le decisioni sulle parità delle monete sono sempre e da sempre di competenza dell'esecutivo." Poi Ciampi è passato all'offensiva. La crisi della Lira, a suo avviso, è stata positiva perché "l'atmosfera di dramma" che l'accompagnò permise "l'adozione di quelle rilevanti misure di correzione di bilancio che il governo aveva invano cercato di varare prima". In altre parole, la battaglia persa contro la speculazione fu lo shock necessario a fare accettare agli italiani quattro anni di stangate che non sono altro che trasferimenti netti di risorse a favore della rendita finanziaria. Ma Ciampi si spinge oltre: il 31 luglio, quando la Lira era già sottoposta a una pressione speculativa (e la Banda dei Cinque sapeva che non avrebbe retto), Amato era riuscito a strappare ai sindacati il famoso accordo salariale giustificandolo tra l'altro con la necessità di rimanere nel Sistema Monetario Europeo e quindi di combattere l'inflazione. "Amato racconta Ciampi riuscì nell'intento perché voleva tenere il cambio: Se avesse detto `io domani svaluto', l'intesa non la faceva". Avete capito bene: Ciampi si fa bello per non aver concesso gli aumenti salariali e per aver invece regalato 15 mila miliardi a Soros attraverso la manovra speculativa! Perché poi, sembra proprio che quelle decisioni siano state prese più a Via Nazionale che a Palazzo Chigi. Perlomeno a quanto afferma un testimone dell'epoca, l'allora segretario del PSI Bettino Craxi. Le parole di Craxi vanno prese cum grano salis, tenendo presente la situazione particolare dell'esule di Hammamet; ciononostante, le circostanze riferite sembrano veritiere. Craxi ha scritto una lettera al Corriere, pubblicata con risalto in pagina economica, per dire la sua sui fatti del `92 riferiti nel servizio del 27 gennaio. Amato lo chiamò all'inizio della pressione speculativa, scrive Craxi, per chiedere consiglio su quale linea di condotta tenere. È credibile che Amato, nominato Presidente del Consiglio su indicazione del PSI, si consultasse con il segretario del partito. Craxi avrebbe suggerito di non sprecare risorse e svalutare. Amato evidentemente non tenne conto del consiglio, anche se ritelefonò ad Hammamet per avvisare Craxi dell'imminente svalutazione. Le circostanze riferite da Craxi descrivono un Presidente del Consiglio in cerca di suggerimenti in una crisi più grande di lui. Amato non emerge certamente come la figura del comandante che dà ordini, tantomeno alla Banca d'Italia, come sostiene Ciampi. È più probabile il contrario: che nel panico di quei giorni, il governo abbia seguito le indicazioni di "chi ne sapeva di più", e cioè dei grandi sacerdoti della moneta di Via Nazionale. Un'impressione confermata dalla lettura del libro L'Isola del Tesoro, del summenzionato Piero Barucci. Evidentemente presagendo di essere il primo capro espiatorio quando fosse scoppiata la tempesta, Barucci ha scritto il libro come una difesa in anticipo. Secondo il libro (e anche qui la descrizione sembra credibile), Barucci piomba dall'esterno in una compagine governativa dove comandano altri e lui assiste impotente ad avvenimenti che gli passano sopra la testa. In ogni caso, il cerchio dei sospetti si stringe sempre più attorno a Ciampi e ai suoi uomini. I sorosiani si scoprono A giudicare dallo zelo con cui gli stessi media che hanno amplificato le tardive spiegazioni di Ciampi si sono profusi in sospette apologie di George Soros, si deve presumere che, se ricevevano ordini, i ciampisti li ricevevano dal mega speculatore americano o dai suoi padroni inglesi. L'oscar spetta a La Repubblica (proprietario Carlo De Benedetti, che fece incontrare Soros e Di Pietro) che, in un sol giorno, il 31 gennaio, ha pubblicato tre articoli, in tre pagine diverse, in difesa della Banda dei Cinque e di George Soros. Prima, un grosso servizio intitolato "Craxi-Ciampi, è polemica sulla svalutazione del `92", in cui ampio spazio viene concesso alle argomentazioni di Ciampi sopra riferite. Nella sezione culturale, un'intera pagina viene dedicata a George Soros, dipinto come un genio che dispensa saggezza filosofica sui mali del... libero mercato. L'autore è il noto scrittore latinamericano Vargas Losa, che come Soros è a favore della legalizzazione della droga. Dimostrando una illimitata fiducia nella imbecillità dei suoi lettori, dipinge Soros come un interprete della dottrina sociale della Chiesa. In pagina editoriale, l'apologia del genio economico di Soros viene affidata a Giorgio Ruffolo, veterano esponente della sinistra tecnocratica italiana. Ruffolo tratta Soros come un "pentito" della speculazione a cui occorre prestare ascolto perché sa quel che dice. Fa finta di trattare Soros oggettivamente, ma una settimana dopo Ruffolo ha partecipato a Bruxelles ad una conferenza organizzata, finanziata e presieduta proprio da Soros, che ha riunito un gruppo di intellettuali europei. Scopo della conferenza, lanciare la campagna per una "società aperta" nell'Europa occidentale, sulla scorta delle esperienze svolte da Soros nell'Est Europa, con l'obiettivo di varare nel 1988 un'assemblea costituente europea. Non ci interessa sapere se i partecipanti all'iniziativa abbiano ricevuto il solito "rimborso spese" della serie Nomisma, ma piuttosto far capire al lettore l'esistenza di collegamenti e disegni politici che a definire "complotto" si pecca di modestia. Nell'articolo di Repubblica Ruffolo prende per buona la versione sorosiana dei fatti del `92, con la quale esordisce: "Ebbi il primo segnale - dice Soros nella sua autobiografia - di una crisi imminente della sterlina da un discorso del presidente della Bundesbank, Schlesinger." Dopodiché Soros avvicinò Schlesinger e "capii immediatamente che cosa voleva dirmi. Era un incoraggiamento a vendere la lira italiana". Più in là, Soros rincara la dose: "Abbiamo eseguito gli ordini del nostro maestro, la Bundesbank". La sua teoria è confutata come minimo dal fatto che la Bundesbank ha speso almeno 60 miliardi di marchi per difendere le monete dello SME, principalmente il franco francese. Le provocazioni del Financial Times Come afferma Raimondi nell'intervista citata all'inizio, l'Italia è vittima di una politica economica distruttiva di cui Soros e la Banda dei Cinque sono rappresentanti. Questa politica oggi prende il nome di "Maastricht", anche se non si tratta altro che della vecchia politica del Fondo Monetario Internazionale. La beffa è che, benché la politica di Maastricht sia stata congegnata per distruggere gli stati nazionali, con la Germania come obiettivo principale, il fatto che i primi della classe nell'adottare la politica di bilancio per raggiungere i famigerati parametri siano i tedeschi si presta a manipolare i meno fortunati, come l'Italia, contro la Germania. Abbiamo visto con quale disinvoltura Soros e i suoi cortigiani italiani addirittura accusano la Bundesbank della speculazione contro la lira, senza tema di essere ridicolizzati. Così, alla fine di gennaio, il Financial Times, il principale organo dei padroni di Soros nella City di Londra, è riuscito quasi ad innescare una crisi tra Roma e Bonn inventandosi l'esistenza di un piano segreto tedesco per tenere fuori l'Italia dalla moneta unica. L'articolo del Financial Times è stato il segnale per una rinnovata campagna internazionale contro la Germania che viene dipinta come il Quarto Reich. Questa è la stessa identica campagna lanciata nel 1989 dalla premier inglese Margaret Thatcher, con cui fu estorta alla Germania la tacita promessa di farsi promotrice della politica di Maastricht in cambio del "nulla osta" per la riunificazione tedesca. Il ricatto ha effetto sui due versanti: contro la Germania, costretta a fare la prima della classe, e contro gli altri che ne sono gelosi. La provocazione è stata poi rilanciata domenica 9 gennaio da Beniamino Andreatta, in un'intervista al Corriere, dove l'attuale ministro della Difesa accusa la Bundesbank di avere condotto nel passato operazioni di aggiotaggio contro la lira. Da quale pulpito: proprio Andreatta era a bordo del Britannia il 2 giugno 1992, quando si complottò la privatizzazione delle aziende a partecipazione statale assieme ai protagonisti del successivo assalto contro la lira. In una dichiarazione pubblicata sullo Strategic Alert dell'EIR, Paolo Raimondi ricorda che nel 1992, il gioco politico della City e dei suoi alleati fu quello di utilizzare speculatori di grido come Soros per far saltare il Sistema Monetario Europeo e soprattutto di minare un possibile orientamento unitario dell'Europa continentale verso la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali conosciuti come il Triangolo Produttivo e anche come "Piano Delors". Con la vittoria geopolitica britannica, dichiara Raimondi, "abbiamo avuto anni di privatizzazione, saccheggio dell'economia produttiva e l'esplosione della bolla della finanza derivata. Questa stessa strategia di destabilizzazione riparte oggi, quando l'Europa continentale viene nuovamente attratta, anche se non come promotrice e con prospettive ancora da definire, nel grande progetto di infrastrutture di base del Ponte di Sviluppo Eurasiatico, la Nuova Via della Seta, che dalla Cina, attraversando l'intera Asia, unisce le nazioni e i popoli fino all'Atlantico, in un grandioso programma di sviluppo e crescita tecnologica e industriale." -------------------------------------------------------------------------------- [Solidarietà, anno IV n.1, febbraio 1996] Il Corriere della Sera : "Il sostituto procuratore vuole verificare..." Il 27 gennaio 1996, il Corriere della Sera ha pubblicato un servizio in cui si dava ampio risalto all'iniziativa del Movimento Solidarietà che ha portato ad aprire l'inchiesta su George Soros. Eccone alcuni stralci. "Le due inchieste partono dalle Procure di Roma e di Napoli. Ma al centro hanno lo stesso attacco alla lira del settembre del `92, che portò banche e speculatori internazionali, tipo il famoso George Soros, a soffiare riserve in valuta per 48 miliardi di dollari alla Banca d'Italia. Questa istituzione dello Stato in quei giorni comprò lire ad oltranza per sostenere inutilmente il cambio della moneta nazionale, come voleva il governo di Giuliano Amato. Il sostituto procuratore di Roma Cesare Martellino (...) vuole verificare se influenti italiani hanno operato illegalmente dietro banche e speculatori, quando questi investirono capitali colossali contro la lira, provocandone l'uscita dal Sistema Monetario Europeo (Sme) e una svalutazione di circa il 30 per cento. Martellino per ora ha iscritto nel registro degli indagati solo Soros (...). Punto di partenza è un esposto presentato da Paolo Raimondi e Claudio Ciccanti del gruppo "Solidarietà", emanazione italiana di un movimento politico Usa, impegnato in una campagna contro la grande speculazione finanziaria e vicino al partito democratico.(...) Le inchieste in corso a Roma e Napoli sembrano interessate soprattutto a verificare se ci fu una diffusione di notizie riservate: un'illegalità sospettata con frequenza negli ambienti finanziari italiani, non solo dal caso Eni-San Paolo del "venerdì nero" della lira nell'85. Per esempio Piero Barucci, come ministro del Tesoro del governo Amato, dovette fare i conti anche con una misteriosa talpa» che avrebbe anticipato informazioni sulla prevista privatizzazione del Credito Italiano. (...) "Soros è indagato perché si vuol capire come mai rischiò migliaia di miliardi contro la lira con tanta sicurezza. Non è che all'epoca banche e speculatori sapevano che la Banca d'Italia avrebbe difeso a oltranza la moneta italiana, comprando lire in cambio di valuta anche quando poteva sembrare inutile a tanti analisti finanziari? Nell'esposto presentato dal movimento Solidarietà» viene segnalato un rapporto di Soros con Romano Prodi, allora consulente della banca Goldman Sachs, impegnatissima sui mercati finanziari. (...) Sono elencati anche i nomi di consiglieri del fondo di Soros, tra cui l'agente di cambio italiano Isidoro Albertini e i finanzieri svizzeri Alberto Foglia (partner nella Sim ora presieduta da Barucci) ed Edgard de Picciotto. Viene pure ricordata la vicenda del Britannia», il panfilo reale dove, secondo alcune interrogazioni parlamentari, esponenti di banche d'affari straniere avrebbero organizzato l'attacco alla lira, per ridurre il costo delle aziende pubbliche italiane da privatizzare." -------------------------------------------------------------------------------- Barucci e l'isola del teSoros Il ministro del Tesoro all'epoca della crisi della Lira del '92, oggi presidente di una finanziaria di cui è proprietario un socio di Soros, confessa nel libro L'isola italiana del Tesoro, pubblicato nel 1995, che il movimento di LaRouche diede del filo da torcere ai "Piratizzatori", denunciando per primo il famoso meeting sul Britannia e catalizzando l'opposizione alla "banda dei cinque". Barucci rivela che lui era stato invitato sul Britannia e difende i partecipanti, tra cui il Direttore del Tesoro Mario Draghi, dalle accuse allora pubblicate dall'EIR, in un documento intitolato: "La strategia anglo-americana dietro la privatizzazione in Italia: il saccheggio di un'economia nazionale", diffuso nel dicembre 1992. "Non riesco a comprendere scrive Barucci come mai un episodio come tanti (uno di mille convegni che si tengono in Italia) sia assurto a così grande fama". Il socio di Soros non dice che l'incontro "come tanti" si svolse su territorio britannico, appunto, sul panfilo della Regina Elisabetta, fuori delle acque territoriali italiane. "Ero anche io fra gli invitati a quell'incontro. Non partecipai solo per pigrizia. Potei poi appurare che Draghi vi era andato soltanto per dovere di ufficio e spero che non sia più disturbato per una questione inesistente. Il fatto è che sono dovuto andare come ministro un paio di volte nelle Commissioni parlamentari ad assicurare che quel giorno il Britannia non si era trasformato in un covo di complottardi, decisi a consegnare l'economia italiana a gruppi stranieri facilmente identificabili". Più avanti, raccontando gli scontri sulle privatizzazioni, Barucci spiega: "Il punto di partenza restava sempre l'incontro sul Britannia; i fantasmi che tormentavano la mente e lo spirito di alcuni commentatori avevano le solite fisionomie. La parola d'ordine era evidente: creare, in tutti i modi possibili, un gran polverone attorno alle privatizzazioni in modo da fermarle. "Era stato messo in circolazione 'mirata' un appunto [quello dell'EIR] dal titolo La strategia anglo-americana dietro la privatizzazione in Italia: il saccheggio di un'economia nazionale. L'avevo letto, nel tardo autunno del 1992, sia pure senza un grande impegno, perché vi avevo scorto stilemi culturali ben noti. La cosa si fece però improvvisamente seria quando il capo dello Stato, avendone ricevuta copia due o tre mesi dopo, mi chiese un motivato parere. Cosa che feci puntualmente, facendogli avere, anche in questo caso, una risposta che nessuno al ministero ha mai visto (...). "Si partiva, in questo appunto, dalla certezza che nel mondo è all'opera un gruppo di potere, dai più non conosciuto, fatto di interessati e spregiudicati finanzieri, di volontà di potere, di legami di razza, di relazioni intercorrenti tra società che operano attraverso organizzazioni, non dirò occulte, ma che almeno amano vivere nell'ombra. (...) E poi ci si inoltrava in una lunga disquisizione per dimostrare che la svalutazione della lira era stata oggetto di veri e propri speculatori della finanza internazionale, con Moody's che aveva funzionato da catalizzatore, pronti, a conseguire vantaggi finanziari secondo la loro natura di veri e propri avventurieri»." Il lettore noti come il banchiere Barucci si mostri scandalizzato all'idea che la lira fu oggetto di un attacco speculativo. Ma se non erano gli speculatori che vendevano lire, allora chi era? "Filantropi" come Soros? Barucci prosegue: "Scrissi a Scalfaro, dopo pochi giorni, che ravvisavo nel documento la vecchia tesi, che è alla radice di ogni nazionalismo e che ha turbato spesso la vita democratica della Nazione, per cui la colpa per i nostri problemi è sempre da attribuire ad altri che, per definizione, sono fuori da noi. Di qui, il passo a credere al complotto organizzato contro di noi è molto breve. Autoassolversi per poter continuare a peccare: ecco ripresentarsi il vizio dei peccatori incalliti e impenitenti". In altre parole, affiancando l'accusa di "nazionalismo" ai "legami di razza" dei banchieri denunciati nel documento, Barucci vuole bollarlo di fascismo. In realtà "i legami di razza" sono inventati da Barucci di sana pianta per far quadrare i suoi "stilemi culturali". Nella calunnia, però, il socio degli speculatori ci va cauto, perché investirebbe anche il capo dello Stato. Proprio in quel periodo, il Presidente Scalfaro aveva infatti levato la voce contro Moody's, rea di un'altra retrocessione dei titoli italiani, accusandola di "destabilizzare" il paese. Postato da "eughenos" nel Forum di "Luogocomune.net" il 14/9/2004 ore 13:40 |
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Tea Party Italia
Il movimento Tea Party Italia ha adottato come suo slogan ufficiale: "Meno tasse, più libertà!". Una formula semplice che tuttavia racchiude tutte le rivendicazioni che intendiamo portare avanti.Ci poniamo innanzitutto contro l'esosa tassazione italiana: quel fisco che diventa un vero e proprio socio invisibile che pretende - e ottiene, sotto la minaccia del ricorso alla forza - oltre il 50% del frutto del nostro lavoro, del nostro impegno e del nostro tempo, rubandoci così la speranza di un futuro in cui vogliamo essere i soli protagonisti delle nostre vite.Chiediamo una riforma fiscale che miri ad un taglio netto delle tasse e che permetta dunque a tutti (lavoratori autonomi e dipendenti) di avere più soldi in tasca a disposizione per scegliere servizi offerti in regime di libero mercato e non imposti dall'alto.Il movimento Tea Party Italia reclama l'autonomia personale e la responabilità individuale di ciascuno: lo stato italiano ci tratta come bambini da educare (se non plagiare), tener buoni e far finta di proteggere. Bambini a cui non è consentita nemmeno la possibilità di provare ad essere responsabili di se stessi, ma che devono essere indirizzati a servizi, ideologie, informazione e istruzione già predefinite.Vogliamo che lo stato ci tratti invece da adulti: vogliamo la libertà di scegliere scuola, e sanità, pensioni e la facoltà di vivere in paese in cui vige la regola del libero mercato e non del clientelismo e dell'apparato.Vogliamo che i nostri successi e i nostri fallimenti siano da imputare esclusivamente a noi stessi e non a qualcuno che vorrebbe governare dall'alto le nostre vite.Noi diffidiamo dallo stato che dice di agire "per il nostro bene", perchè crediamo di essere gli unici a sapere cosa è bene per noi stessi.Vogliamo, in sintesi, più libertà: che spesso si può tradurre in "meno stato" nelle nostre vite. Non un governo migliore, ma un governo che governi meno."Il nostro Progetto di Libertà" - Manifesto dei Tea Party
Che cos' la Rivoluzione Digitale
Con rivoluzione digitale si intende la propagazione a macchia d'olio che hanno avuto i vari prodotti digitali e tutta quella serie di cambiamenti sociali, economici e politici avvenuti in merito all'avvento della digitalizzazione di gran parte degli accessi all'informazione. La rivoluzione digitale, avviata con la nascita del linguaggio binario comune a tutti i media che viene sempre più utilizzato per trasformare i mezzi di comunicazione tradizionali e per crearne di nuovi, ha contribuito a mutare profondamente il concetto di comunicazione. Grazie allo sviluppo di devices interattivi, quali il World Wide Web, digitale terrestre, smartphone, si è assistito alla proliferazione e alla moltiplicazione di canali d'accesso all'informazione che hanno cambiato le modalità in cui avviene l'atto comunicativo. La rivoluzione digitale ha, inoltre, mutato enormemente l'approccio alla cultura, al lavoro e al tempo libero: in tutti gli ambiti della vita sociale è diventata indispensabile e ovvia la digitalizzazione dell'informazione. Non si tratta dunque di un evento tecnologico che fa discutere il mondo della ricerca, ma ormai è un avvenimento che guida la trasformazione della società in tutte le sue forme. Cambia il rapporto tra le persone, modifica la comunicazione tra lo Stato e i cittadini e porta grandi trasformazioni al mondo del lavoro.
La rivoluzione digitale ha come punto di partenza il computer che non è solo principalmente uno strumento per rappresentare in forma statica i dati, ma diventa uno strumento potentissimo per lavorare sull'informazione. La convergenza al digitale (trasformazione dell'informazione in formato digitale) è il fulcro della rivoluzione digitale con cui le informazioni di tipo diverso vengono scritte attraverso lo stesso linguaggio di base (il linguaggio dei bit) e gestite attraverso lo stesso strumento (il computer). La convergenza al digitale (intesa come il progressivo trasferimento verso il formato digitale di tipologie diverse di informazione tradizionalmente collegate a media diversi) rende possibile una integrazione strettissima e totalmente inedita fra codici e linguaggi estremamente lontani tra loro. Questo processo non è da considerare come il frutto automatico di un mero progresso tecnologico; dal momento che esso coinvolge direttamente i modi di rappresentare, scambiare e organizzare l'informazione, la rivoluzione digitale non va intesa come una semplice riformulazione in un linguaggio nuovo di una realtà preesistente: ha forme nuove rese possibili dalla tecnologia, ma è frutto di scelte che non sono né unicamente né principalmente tecnologiche.
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- Ed Wood è un cinico che non crede più a niente se non al suo lavoro e a qualche persona. Giovanissimo inizia a fare politica e ha peregrinato in vari movimenti in cerca di risposte.Un'esperienza politica traumatica in un movimento di dilettanti lo ha fatti riflettere sul futuro della politica e della sua terra ed è per questo che ha deciso di intraprendere la protesa diigitale in quanto internet, a differenza di televisione, radio e giornali, è veramente libero. Non ci potranno mai imbavagliare!!!
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