Blog di protesta contro il sistema partitico che sta rovinando la Liguria, blog contro i dilettanti della politica che infestano la nostra Regione...

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martedì 22 marzo 2011

La nube radioattiva arriva in Europa

Fukushima_nube_radioattiva.jpg
Una modica quantità di radiazioni è attesa sull'Europa questa settimana. Cosa succederà in futuro se i reattori di Fukushima non saranno messi sotto controllo?
"Secondo il modello di previsione di meteo-France, consultabile sul sito del'Institut de radioprotéction et de surté nucleaire (un ente pubblico), mercoledì 23 la nube radioattiva coprirà la Francia, il giorno successivo sarà la volta dell'Italia. La concentazione attesa dovrebbe essere dell'ordine di 0,001 Bq / m 3 in Francia e sul resto dell'emisfero settentrionale. Per un confronto dei valori misurati nei giorni successivi alla catastrofe di Chernobyl, si tenga conto che in quel caso i valori superavano i 100 000 Bq / m3 nei primi km in prossimità del reattorte e si attestarono in un range compreso tra i 100 e 1.000 Bq / m3 nei Paesi più colpiti dal plume radioattivo (Ucraina, Bielorussia). In Francia, i valori ​​misurati sul versante est erano compresi tra 1 e 10 Bq/m3 (1° maggio 1986). Oggi una attività molto bassa di cesio-137 residuo presente nell'aria, dopo quell'incidente, si attesta su valori di 0.000001 Bq/m3". da Peacelink, segnalazione di anib roma

http://www.beppegrillo.it/2011/03/la_nube_radioattiva_arriva_in_europa.html

domenica 20 marzo 2011

Odyssey Sunset

foto da Official U.S. Navy Imagery

Cari politici e giornalisti, fatemi un favore, non prendete per il culo gli italiani, queste non sono azioni umanitarie, ma azioni di guerra. Una guerra sporca, per l'energia, per il petrolio, il gas. La Francia, che non ha più, dopo Fukushima, un futuro nucleare, ha bisogno di gas e petrolio. E' almeno dai tempi di Ustica che Francia e Italia combattono per il controllo del petrolio libico, quando i nostri cieli diventarono un teatro di guerra con aerei francesi e italiani e Gheddafi, che era presente, si salvò a stento. Gheddafi è stato appoggiato da noi quando si insediò, dagli anni '70, armato da noi, parte delle sue forze militari sono state addestrate in Italia in cambio di un rapporto privilegiato per il gas e il petrolio.
Questa è una guerra folle che gli europei non vogliono. Di cui sono stati informati come se fosse una notizia qualsiasi, un evento sportivo. Cina e Russia sono contrarie, la Germania si è astenuta nel Consiglio di sicurezza e il comitato dell'Unione africana sulla Libia ha rifiutato "ogni intervento militare straniero in Libia, quale che sia la forma ". Lo ha dichiarato il presidente mauritano Abdel Aziz, "la gravissima crisi che sta attraversando questo Paese fratello esige una soluzione africana". Il presidente Aziz ha precisato che "nessun rappresentante dell'Unione africana ha partecipato al vertice internazionale di Parigi sulla crisi libica".
L'ONU aveva deliberato per una "No fly zone", non per bombardamenti a tappeto della Libia. Centinaia di missili lanciati da americani e inglesi verso "obiettivi"in un'operazione ribattezzata "Odyssey Dawn", Odissea all'alba. Un linguaggio da playstation. Più che un Alba assomiglia al Tramonto dell'ONU, a un ' "Odyssey Sunset". Sono morti più civili a Tripoli per mano di Obama, Cameron, Sarkozy o a Bengasi per mano di Gheddafi? Quelli per mano libica valgono forse il doppio? L'articolo 11 della Costituzione dice che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...". Dove sono i partiti con la Costituzione in mano che "scendevano" in piazza?
Stiamo bombardando una nazione africana e musulmana, ma non una sola nazione africana o musulmana ha partecipato all'attacco insieme alle potenze occidentali, ai "crociati", come li chiama Gheddafi. L'Arabia Saudita ha invaso il Bahrain sconvolto dalle proteste, quando l'attacco agli sceicchi? Gaza fu trasformata in un camposanto, ma nessuno intervenne. L'Italia è una portaerei con navi canadesi, americane, inglesi che vanno e vengono dai nostri porti. Con che diritto? Siamo una nazione a sovranità limitata, ma questo è troppo. Fuori le basi americane dall'Italia e fuori, prima che sia troppo tardi, l'Italia dalla guerra. Non sappiamo nulla degli insorti di Bengasi, se si oppongono per ragioni democratiche, tribali, economiche, religiose. Nulla di nulla. Chi è senza petrolio scagli il primo Tomahawk. Gli Stati Uniti ne hanno lanciati già 110 per portarsi avanti con il lavoro.

ULTIM'ORA: Napolitano ha detto: "Non siamo in guerra, ma all'interno di un'azione dell'Onu". Ora posso andare a dormire più tranquillo. Grazie Giorgio.
http://www.beppegrillo.it/2011/03/odyssey_sunset/index.html

Il nucleare della sera

Fassino_nucleare.jpg
Lo tsunami è avvenuto l'11 marzo 2011, l'allarme nucleare è scoppiato due giorni dopo, il 13 marzo. Il 19 marzo, solo SEI giorni dopo, il più disastroso incidente nucleare della Storia è stato sepolto dal Corriere della Sera (Nucleare della Sera ad honorem). Sabato 19 marzo solo due righe (di numero) in prima pagina sotto la vignetta di Giannelli. Grande rilievo invece nel paginone di apertura, oltre alla Libia, a "L'Europa assolve il crocefisso in aula", "Schiaffi e minacce. Maestre arrestate", "Un argine alle scalate francesi". Uno spazio più importante di Fukushima è stato persino dato a: "Tedeschi per l'Inter. Evitate Real e Barcellona" e all'importantissimo "Per eredità e affitti conciliazione sui litigi". Il lettore, rassicurato sul plutonio che rischia di sterminare i giapponesi e sul nucleare di ultimissima generazione (quello di Fini e della Prestigiacomo), ha potuto informarsi solo a pagina 18 sul Giappone. Per dire, a pagina 17, ben più importante era il "Video di minacce a Scilipoti. Tensioni tra u Responsabili" e a pagina 16 la lettera di Rutelli "Il 17 marzo sia sempre festa". Che SCHIFO!
Ps: Le "Facce da nucleare" dell'opposizione che si sono assentate alla votazione per l'accorpamento del referendum con le elezioni amministrative sono: Capano, Cimadoro, Ciriello, D'Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino, Samperi.
- Scarica il volantino delle "Facce da nucleare" e diffondilo
- Partecipa a "Spegni il nucleare" con il referendum su FB

http://www.beppegrillo.it/2011/03/il_nucleare_del.html

Le strane coincidenze della Merkel

Merkel_nucleare.jpg
La Merkel si è salvata per miracolo. L'elicottero sul quale si trovava è precipitato all'improvviso per il blocco dei rotori ed ha ripreso quota solo a 100 metri da terra. La Germania è l'unica nazione occidentale che si è opposta all'attacco alla Libia e che, dopo Fukushima, ha subito arrestato il programma nucleare. Tu chiamale se vuoi ... coincidenze.
"L'elicottero della Merkel rischia lo schianto per uno "strano ed improvviso" blocco del motore...l'unico grande Paese europeo che si é opposto agli anglo-americani... la mafia a confronto e' una banda di rubagalline... com'era morto quello che faceva affari coi libici (Mattei, ndr) per liberare l'italia dal cartello petrolifero??? ah si, uno "strano e improvviso" blocco del motore (esplosione, ndr) del suo biplano...". alex mira

http://www.beppegrillo.it/2011/03/le_coincidenze_della_merkel.html

sabato 19 marzo 2011

Morire per Bengasi?


Quando l'Italia entrò in guerra il 10 giugno 1940, Mussolini almeno lo dichiarò dal balcone di Palazzo Venezia davanti a una folla oceanica. Ci mise, come si dice, la faccia dopo quasi un anno di attesa dall'inizio del conflitto europeo in cui, per starne fuori, si era inventato la "non belligeranza", né guerra, né pace. 71 anni dopo, nel giorno del 150° anniversario dell'Unità, siamo entrati in guerra con la Libia, un nostro ex alleato (in questi voltafaccia abbiamo una certa esperienza...) senza un pubblico dibattito o che Berlusconi o Napolitano sentissero il bisogno di andare in televisione a spiegarne i motivi. La Libia non è l'Afghanistan, con cui pure siamo in guerra senza saperne assolutamente i motivi. E' a due passi dalle nostre coste, è uno Stato che abbiamo riconosciuto fino all'altro ieri in modo plateale e anche cialtronesco. L'Italia ha fornito armi a Gheddafi, come pure molti Stati che ora si apprestano a bombardarla. I nostri interessi economici sono tali che, insieme alla Libia, stiamo costruendo da anni un gigantesco gasdotto, Greenstream, per collegarla all'Europa.
Ci troviamo in guerra e non sappiamo perché. E' vero che gli insorti di Bengasi rischiano di essere passati per le armi, è altrettanto vero che si tratta di una guerra civile, un fatto interno al Paese, in cui l'Italia poteva e doveva porsi come interlocutrice di entrambe le parti, come mediatrice. Il nostro ruolo non è quello di gendarmi del mondo o di reggicoda degli Stati Uniti. Gheddafi è un mostro? Forse. Ma la distruzione della Cecenia è da imputarsi alla Russia di Putin e l'occupazione del Tibet alla Cina di Hu Jintao, ma nessuno ha mosso, né muoverà un dito all'ONU. Nel Darfur è stato massacrato, stuprato, mutilato, un milione di persone nell'indifferenza della Nato. In Africa sono in corso guerre civili e tribali da 50 anni a partire dallo spaventoso genocidio del Ruanda.
Vi ricordate l'attacco a Lampedusa del 1986? Gheddafi lanciò allora due missili Scud contro un'installazione militare statunitense dopo il bombardamento di Tripoli voluto da Reagan. L'unico atto di guerra contro il nostro territorio da parte di uno Stato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Quante basi americane ci sono sul nostro territorio? Ognuna è un bersaglio. Frattini ha dichiarato: "Daremo le basi, possibili nostri raid". Lo ha fatto con quell'aria stolida e tranquilla che lo accompagna dalla nascita. Qualcuno ha detto agli italiani che siamo in guerra e un missile libico potrebbe colpire in ogni momento una nostra città?

http://www.beppegrillo.it/2011/03/quando_litalia/index.html

Il bavaglio al nucleare

Giappone_silenzio.jpg
I nuclearisti hanno messo la sordina al Giappone. Per loro non è un problema, controllano televisioni e giornali, che hanno già declassato Fukushima nelle pagine interne. Nelle versioni on line è scivolato al terzo o quarto posto. Sedare, sopire, prendere per il culo con ritirate strategiche per arrivare al referendum in silenzio. In modo da non raggiungere il quorum. La Prestigiacomo, unico ministro dell'Ambiente nuclearista nel mondo, ha dettato la linea: "E’ finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese." Per queste persone le elezioni, e il potere che ne consegue, sono la priorità, non la salute dei nostri figli. Se ne devono andare.
Ps: Le "Facce da nucleare" dell'opposizione che si sono assentate alla votazione per l'accorpamento del referendum con le elezioni amministrative sono: Capano, Cimadoro, Ciriello, D'Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino, Samperi.
- Scarica il volantino delle "Facce da nucleare" e diffondilo
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http://www.beppegrillo.it/2011/03/il_bavaglio_al_nucleare.html

Yes we could- Lettera a Beppe Grillo

Caro Beppe,
ci parli di energia pulita ormai da anni.
È da tempo il soggetto dei tuoi spettacoli ed è parte integrante del programma politico del Movimento 5 stelle.
Sei il primo a dirlo: siamo sull’orlo della catastrofe e non c’è più tempo da perdere.
Tu che sei un personaggio pubblico, popolare, incazzato, e credo per bene, potresti darci una mano pratica, molto concreta per aiutare questo Paese, noi e i nostri figli, ad uscire dal tunnel nucleare.
Oggi sei un opinion leader affermato e quello che voglio proporti qui credo che in Italia tu sia l’unico a poterlo fare.

Vogliamo in moltissimi l’energia pulita.
E saremo ancora più numerosi quando fra pochissimo si dovrà per forza spiegare cosa sono cesio e plutonio; e come mai Fukushima è arrivato in casa nostra nonostante si trovi dall’altra parte del pianeta; e che questo plutonio forse ci rimarrà in eredità per 24.000 anni (così dicono, visto che nessuno ha la possibilità di verificarlo davvero).

Siamo già in tanti a volere l’ecosostenibile.
Solo che nessuno sa come si fa, né quanto costa, chi chiamare, da chi farlo costruire, in quanto tempo. E che cosa cambierebbe fondamentalmente nelle nostra quotidianità; oltre alla possibilità di pagare di meno o di più, che siano bollette o costi di costruzione veri e propri.

Abbiamo bisogno di toccarla con mano l’energia pulita: dobbiamo costruire case prototipo e divulgare suggerimenti di risparmio. Subito, a livello nazionale, assieme.

In questo caso i 5 Stelle diventerebbero un mezzo; niente di più, niente di meno: siamo ben oltre la politica. Non è perché uno vuole un mondo ‘pulito’ che dovrebbe rinnegare le sue sensibilità.

L’Italia è vasta e lunga.
Come hai detto più volte – sostanzialmente – una casa pulita a Bolzano e un’altra a Gioiosa Ionica sicuramente non possono sfruttare gli stessi elementi per creare energia. Dunque ci vogliono più prototipi. Tra nord, sud, sole e vento, forse saranno tre, quattro, cinque? Io non lo so. Tu, penso di sì.

Ce la faresti ad individuare un pezzo di terreno per ogni prototipo?
Magari con l’aiuto di qualche Comune. Trovare quattro o cinque pezzettini di terra in Italia sicuramente è fattibile.

Non ti sto chiedendo di finanziare il progetto di tasca tua. Però sicuramente saresti la persona giusta per gestire una raccolta fondi nazionale che preveda un impegno da 1 a 5 euro a persona. Un cifra da raccogliere nelle piazze, nelle scuole, su Internet via paypal.
Coinvolgendo tutta la rete dei grillini – se c’è comunanza d’intenti – il progetto potrebbe funzionare alla grande.

Ogni casa ecosostenibile potrebbe diventare una specie di punto info, un museo vivo, costruita in diretta (piace molto la diretta…), con webcam – modello Grande Fratello. Facciamolo pure. Iniziative, risultati, vittoria.

Appuntamenti e volantini. Bisogna spiegare come fare, faccia a faccia, e illustrare le prospettive future. Magari formando qualche persona, mettendola a disposizione delle gente in piazza; esperti pronti a spiegare il perché e il come, per tutto il tempo che ci vorrà.

Io ho due bimbi, siamo in quattro: metto a disposizione i miei 4 euro. Un investimento per il futuro. Non solo per il loro, pure per il mio, e per quello dei figli che forse avranno un giorno. Magari,



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Tea Party Italia

Il movimento Tea Party Italia ha adottato come suo slogan ufficiale: "Meno tasse, più libertà!". Una formula semplice che tuttavia racchiude tutte le rivendicazioni che intendiamo portare avanti.Ci poniamo innanzitutto contro l'esosa tassazione italiana: quel fisco che diventa un vero e proprio socio invisibile che pretende - e ottiene, sotto la minaccia del ricorso alla forza - oltre il 50% del frutto del nostro lavoro, del nostro impegno e del nostro tempo, rubandoci così la speranza di un futuro in cui vogliamo essere i soli protagonisti delle nostre vite.Chiediamo una riforma fiscale che miri ad un taglio netto delle tasse e che permetta dunque a tutti (lavoratori autonomi e dipendenti) di avere più soldi in tasca a disposizione per scegliere servizi offerti in regime di libero mercato e non imposti dall'alto.Il movimento Tea Party Italia reclama l'autonomia personale e la responabilità individuale di ciascuno: lo stato italiano ci tratta come bambini da educare (se non plagiare), tener buoni e far finta di proteggere. Bambini a cui non è consentita nemmeno la possibilità di provare ad essere responsabili di se stessi, ma che devono essere indirizzati a servizi, ideologie, informazione e istruzione già predefinite.Vogliamo che lo stato ci tratti invece da adulti: vogliamo la libertà di scegliere scuola, e sanità, pensioni e la facoltà di vivere in paese in cui vige la regola del libero mercato e non del clientelismo e dell'apparato.Vogliamo che i nostri successi e i nostri fallimenti siano da imputare esclusivamente a noi stessi e non a qualcuno che vorrebbe governare dall'alto le nostre vite.Noi diffidiamo dallo stato che dice di agire "per il nostro bene", perchè crediamo di essere gli unici a sapere cosa è bene per noi stessi.Vogliamo, in sintesi, più libertà: che spesso si può tradurre in "meno stato" nelle nostre vite. Non un governo migliore, ma un governo che governi meno."Il nostro Progetto di Libertà" - Manifesto dei Tea Party

Che cos' la Rivoluzione Digitale

Con rivoluzione digitale si intende la propagazione a macchia d'olio che hanno avuto i vari prodotti digitali e tutta quella serie di cambiamenti sociali, economici e politici avvenuti in merito all'avvento della digitalizzazione di gran parte degli accessi all'informazione. La rivoluzione digitale, avviata con la nascita del linguaggio binario comune a tutti i media che viene sempre più utilizzato per trasformare i mezzi di comunicazione tradizionali e per crearne di nuovi, ha contribuito a mutare profondamente il concetto di comunicazione. Grazie allo sviluppo di devices interattivi, quali il World Wide Web, digitale terrestre, smartphone, si è assistito alla proliferazione e alla moltiplicazione di canali d'accesso all'informazione che hanno cambiato le modalità in cui avviene l'atto comunicativo. La rivoluzione digitale ha, inoltre, mutato enormemente l'approccio alla cultura, al lavoro e al tempo libero: in tutti gli ambiti della vita sociale è diventata indispensabile e ovvia la digitalizzazione dell'informazione. Non si tratta dunque di un evento tecnologico che fa discutere il mondo della ricerca, ma ormai è un avvenimento che guida la trasformazione della società in tutte le sue forme. Cambia il rapporto tra le persone, modifica la comunicazione tra lo Stato e i cittadini e porta grandi trasformazioni al mondo del lavoro.

La rivoluzione digitale ha come punto di partenza il computer che non è solo principalmente uno strumento per rappresentare in forma statica i dati, ma diventa uno strumento potentissimo per lavorare sull'informazione. La convergenza al digitale (trasformazione dell'informazione in formato digitale) è il fulcro della rivoluzione digitale con cui le informazioni di tipo diverso vengono scritte attraverso lo stesso linguaggio di base (il linguaggio dei bit) e gestite attraverso lo stesso strumento (il computer). La convergenza al digitale (intesa come il progressivo trasferimento verso il formato digitale di tipologie diverse di informazione tradizionalmente collegate a media diversi) rende possibile una integrazione strettissima e totalmente inedita fra codici e linguaggi estremamente lontani tra loro. Questo processo non è da considerare come il frutto automatico di un mero progresso tecnologico; dal momento che esso coinvolge direttamente i modi di rappresentare, scambiare e organizzare l'informazione, la rivoluzione digitale non va intesa come una semplice riformulazione in un linguaggio nuovo di una realtà preesistente: ha forme nuove rese possibili dalla tecnologia, ma è frutto di scelte che non sono né unicamente né principalmente tecnologiche.

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Ed Wood è un cinico che non crede più a niente se non al suo lavoro e a qualche persona. Giovanissimo inizia a fare politica e ha peregrinato in vari movimenti in cerca di risposte.Un'esperienza politica traumatica in un movimento di dilettanti lo ha fatti riflettere sul futuro della politica e della sua terra ed è per questo che ha deciso di intraprendere la protesa diigitale in quanto internet, a differenza di televisione, radio e giornali, è veramente libero. Non ci potranno mai imbavagliare!!!


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